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MESSA con le spalle al muro da un bilancio allarmante, 5 vinte e 9 perse, la Fortitudo deve incassare pure i duri “atti dimostrativi” della Fossa dei Leoni, come li ha chiamati Paolo Santi, portavoce della più numerosa e storica tifoseria organizzata biancoblù. Il “sesto uomo” ha incrociato le braccia. «Quello di sabato sera – commenta Santi – non è stato un tifo pro-Caserta. Siamo gemellati con loro, come con Roseto o Reggio Calabria. Prima e dopo le partite abbiamo sempre cantato il coro per i nostri amici: lo facemmo anche con Alibegovic, dopo che ci massacrò con l’Alba». Però le uova e il silenzio di stavolta, di solito non si vedono. «E quelli, certo, li rivendichiamo. Non abbiamo tifato Fortitudo. Un gesto per attestare che non accettiamo l’atteggiamento della squadra. Le sconfitte amareggiano, ma non sono la causa. Neppure il dito medio di Woods, quello l’ha fatto al pubblico: la vera mancanza di rispetto è stata durante i time out, quando ha mostrato totale disinteresse a quel che succedeva. Ho citato due volte Qyntel, ma vale per tutti gli altri. Pancotto, appena arrivato, giustamente ha chiamato a raccolta gli italiani: dovrebbero farsi sentire di più». La protesta fa colpo, perché l’ultima cosi rigida datava a quasi vent’anni fa, il 13 maggio del ’90, quando la Fossa contestò e dileggiò l’Arimo di Feitl e Dallamora, sull’orlo della retrocessione, umiliata in casa (88-122) da Forlì. Allora i buoi erano già scappati, adesso mancano 16 giornate alla fine della stagione regolare e qualcosa si può ancora sistemare. E, tanto per non smentirsi, 50 “Leoni” andranno a Valencia, dove non risultano gemellaggi da onorare, per il match di domani sera in Eurocup. «Ci siamo mossi presto – conclude Santi – proprio perché crediamo che questa Fortitudo non sia così scarsa. Non crediamo che i tanti appelli di Savic e Pancotto siano caduti nel vuoto. Vogliamo provare a far capire ai giocatori che le possibilità di rimettersi in marcia ci sono ancora. E loro devono comportarsi da professionisti. Le partite possono anche andar male, a volte sono episodi a sé stanti, ma ci vuole anche attitudine».

Categoria: Basket
 

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