SCAFATI-CONAD 97-87. BOLOGNA HA INSEGUITO PER 40 MINUTI
CATEGORIA: Basket
DATA: Lunedì 12 Dicembre 2011
FONTE: Andrea Tedeschi
La legge di un PalaMangano violato una sola volta nelle ultime due stagioni non fa sconti nemmeno alla Conad. Scafati rispetta il fattore campo, sale ulteriormente in classifica e si gode una serata da tiro a segno contro una difesa, quella bolognese, tanto molle quanto incapace (più per limiti fisici che tecnici) di opporre resistenza allo strapotere campano sotto le plance. E se nell’infausto viaggio di Sant’Antimo era stato Cittadini a smascherare tutti i difetti dei bolognesi all’interno del pitturato, è toccato ieri a Thomas (altra vecchia conoscenza del basket bolognese) il compito di banchettarvi allegramente. La Conad ci ha indubbiamente provato, ben sapendo che Scafati era oggi l’avversario peggiore da affrontare, ed è anche riuscita a seguire fedelmente il piano prepartita del suo timoniere: ritmi alti e punteggio parimenti elevato, senza snaturare le proprie caratteristiche ideali. E grazie soprattutto ad un Kelley che, stavolta, si è ricordato che le partite durano 40 minuti, la Conad ne ha fatti più di ottanta, come chiedeva Markovski, dimenticandosi però di difendere. Scafati ha tirato con percentuali mostruose, trascinata dai 30 punti dell’ex pavese Marigney e dal già citato James Thomas, ancora in doppia doppia con 21 punti e 12 rimbalzi conquistati. Resta qualche rammarico in casa biancoblù, perché sul perimetro la Conad se l'è giocata (10/23 dalla lunga distanza) stendendo però tappeti rossi sulle incursioni degli avversari e concedendo un colpevole 23/29 da due punti. La coperta però era bastata per far sperare, anzi quasi ribaltare l'inerzia (57-54 locale a metà terzo quarto), poi i guai di falli e di tenuta difensiva hanno chiuso i conti. Kelley non poteva fare tutto da solo, Blizzard e Pecile sono rimasti sfiancati e l’ex Baldassare sarebbe uscito per falli di lì a poco. La zona chiamata da Markovski ha creato un po' scompiglio, tenendo i campani lontani dall'area, fin lì terreno di facile conquista. La partita è rimasta viva, con buoni sprazzi biancoblù ma senza riuscire a mettere mai il naso davanti. Il problema vero, però, resta un altro: senza impatto in due ruoli fondamentali come quello di ala piccola in Vrkic e centro in Dimsa, questa squadra fatica e faticherà a tenere, alla lunga, il passo delle avversarie, non solo della Scafati di ieri..
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