LA VIRTUS SI LECCA LE FERITE DOPO LA SCONFITTA DI BIELLA

CATEGORIA: Basket

DATA: Lunedì 12 Dicembre 2011
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Riavvolgendo il nastro, verrebbe da dar ragione ad Alex Finelli: il fischio che ha tolto ad una Virtus in inerzia positiva il minimo svantaggio e, contemporaneamente, causato il quarto fallo di un Poeta lanciatissimo, può essersi rivelato decisivo, a maggior ragione per gli equilibri di un campionato sempre più compatto ed anomalo, nel quale Siena fatica oltremodo per battere qualunque avversario e l'immediata inseguitrice si chiama Angelico Biella. Sì, proprio quella Biella isola felice di un basket sempre più fisico e meno tecnico, nel quale anche un onesto mestierante come Albert Miralles può vivere serate da gladiatore al pari di quella, non isolata in stagione, di sabato scorso. Ed è proprio su questo, più che sull'insolita serata di grazia di Pullen e Coleman nel tiro dalla lunga distanza, che la Virtus ha l'obbligo di porsi i primi interrogativi in vista di una settimana che sarà lunga dietro alle scrivanie e che dovrà, invece, scivolare via velocemente per una squadra che ha bisogno di ritrovare, col lavoro in palestra, equilibri migliori ma, soprattutto, giocatori più pronti all'appuntamento col parquet. Al Vitali visto sabato, infatti, si rimpiangerebbe anche il peggior McIntyre mentre Lang è ben distante da una condizione fisica accettabile. Persiste, poi, l'enigma Doglas Roberts, limitato sì da un problema alla caviglia nell'ultima trasferta ma ancora tanto, troppo ai margini di un gioco che necessiterebbe come il pane dei suoi slanci e dei suoi canestri. La buona notizia è che la Virtus, nonostante tutto, è arrivata non troppo distante dallo sbancare il campo della seconda forza del campionato e la sconfitta, seppur amara, testimonia che la squadra, evidentemente, ha della potenzialità. L'attuale leadership di Poeta conforta un Finelli che può ancora pazientare (non all'infinito) per ritrovare un Vitali all'altezza e le conferme di Koponen, Sanikidze e Gailius sono i punti fermi dai quali non si può prescindere in un momento come questo, con rotazioni forzatamente accorciate a non più di 6 uomini.

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