CONAD-AGET SERVICE 79-71. BOLOGNA TORNA AL SUCCESSO CON UN ULTIMO QUARTO EXTRALUSSO

CATEGORIA: Basket

DATA: Lunedì 05 Dicembre 2011
FONTE:

Il basket è uno sport strano ed ecco perché un derby come quello andato in scena ieri al Paladozza ha visto l’epilogo più inatteso ma, in fin dei conti, anche più giusto alla luce di quanto si è visto nel corso dei 40 minuti di gioco. La Conad torna al successo, batte Imola per 79-71 e lo fa grazie, soprattutto, ad una fiammata elle prime battute dell’ultimo parziale caratterizzata da 4 triple consecutive. Sì, proprio la squadra di Markovski, ultima del campionato nella graduatoria del tiro pesante.. Vrkic, Blizzard e due volte Kelley gli autori del break decisivo ed immediato, che ribalta le sorti di una partita guidata con autorevolezza da un’Aget-quella di Fucà- messa in campo in maniera ordinata ma impossibilitata a sopperire a rotazioni troppo corte per poter esultare alla sirena finale. La distorsione alla caviglia rimediata nell’ultimo allenamento prepartita da Cournooh è una delle chiavi di volta del match, Imola è costretta a spremere Masoni e nelle ultime battute di gara, contro la zone press allungata di Markovski, arrivano quattro perse consecutive, frutto esclusivamente di una squadra a corto di fiato. Bologna, saggiamente, ne approfitta e puo’ tirare un bel sospiro di sollievo: perdere avrebbe significato nuovi problemi, in campo e non solo, per un ambiente spesso in preda all’impulsività. Ed è proprio Markovski, a nostro modesto parere, a decidere le sorti del match a favore dei suoi, con quel fallo tenico subìto a fine primo tempo e cercato, palesemente, per dare una scossa ai suoi ed invertire un metro arbitrale, fin lì, penalizzante per Bologna. Nella ripresa, di colpo, la difesa biancoblù si intensifica, aumenano i contatti ma non i fischi di una terna modesta e la Conad può restare in scia, anche a dispetto della fiammata di fine terzo quarto degli uomini di Fucà, che mantengono un vantaggio che oscilla costantemente fra i 6 e gli 8 punti. Gli ultimi 10 minuti sono materia già nota, i padroni di casa non sbagliano più un colpo e piazzano un parziale di 25-10 che stende le residue speranze di una squadra che ha nel mascherato Whiting l’ultimo ad arrendersi. La Conad, invece, si mostra coi suoi soliti pregi (spirito di gruppo, leadership di Blizzard e Pecile e sprazzi di Kelley quando conta) e nei suoi consueti limiti (leggasi alla voce primi tre quarti dello stesso Kelley ed evanescenza complessiva di Vrkic e Dimsa). Chiaro è, però , che a scherzare col fuoco si rischia di bruciarsi e ieri, oltre alla ritrovata mira degli esterni biancoblù nelle ultime battute, c’è voluta tutta l’esperienza e la sfrontatezza del timoniere macedone per conquistare due punti tanto sudati quanto basilari per la classifica.

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