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Dopo l’oro a Londra arriva anche il Nettuno d’oro. Ad Alex Zanardi verrà consegnato il massimo riconoscimento della città di Bologna. Ad annunciarlo è stato il sindaco, Virginio Merola. «È mia intenzione conferire il Nettuno d’Oro ad Alex Zanardi», ha detto il sindaco. «E’ un campione nello sport e nella vita – ha continuato -. La medaglia d’oro nell’handbike alle Paralimpiadi di Londra dimostra, ancora una volta, come Zanardi – dopo il grave incidente automobilistico – abbia avuto la forza interiore di rimettersi in gioco e vincere un’importante competizione sportiva, nel corso di questi anni si è impegnato nel sociale ed è stato un esempio per tutti noi». Non ce ne voglia l’ex capitano del Bologna Marco Di Vaio, ma questo è un Nettuno davvero meritato che nessun evento potrà far riconsegnare anche solo temporaneamente. Un uomo che afferma :“La mia non è tenacia ma curiosità e sono fortunato perché ogni giorno posso soddisfarla” merita tutto quello che una città gli possa conferire. “Ho dato il massimo- continua- nella mia vita ho toccato il limite molte volte, l’ho spesso sfidato, ma oggi posso dire di aver spinto l’asticella un po’ più in là”. Queste sono parole di un campione, ma soprattutto un uomo vero che ha saputo vincere la sfida più dura della sua vita. Si perchè aver vinto ieri un oro paralimpico con il tempo di 24’50’’22 non è la cosa speciale della sua giornata, ancora una volta l’unica realtà importante è essere tornato a vivere facendo sport al massimo della sua forza. Strana sorte se poi si pensa che in quel circuito aveva già gareggiato. Una vita fa, prima di morire e rinascere. Chissà cosa avrebbe pensato allora, se qualcuno gli avesse raccontato in che modo, e con che “monoposto”, sarebbe tornato proprio lì a gareggiare. Come per ogni atleta scatta la domanda sul futuro, c’è il desiderio di sapere se continuerà a dedicarsi alle corse e alla handbike, oppure se sceglierà altre strade. «Non so, vedremo», risponde lui. «Senza sport non so vivere. Mi considero uno che ha avuto tanto nella vita e continuo ad aggiungere. Di questo non posso che ringraziare la Dea bendata». Già, sembra un paradosso,chissà in quanti hanno o avrebbero la sua forza. Zanardi si sente un uomo fortunato. Ha avuto il merito e la possibilità di fare a spallate con i grandissimi delle quattro ruote, ma non solo, ha vinto una medaglia d’oro alle Paralimpiadi con la handbike. Ha una moglie e un figlio che lo adorano. Un album dei ricordi che mette i brividi a molti altri che si sentono dei campioni. E poi, tanti, tantissimi amici bolognesi e non solo, perchè lui stesso si definisce un bolognese doc, nel sangue e nel cuore. Sì, è davvero un uomo fortunato ma forse e ancor di più generoso. Perché ieri ci ha dimostrato ancora una volta quale sia il segreto per dare un senso ai giorni che passano. Sì, perché Zanardi non poteva stare con le mani in mano a crogiolarsi sulla sua disgrazia. Per piangere e disperarsi. Aveva bisogno di una nuova sfida, di un’altra opportunità. E chissà se questo sia solo uno dei tanti momenti d’oro e non l’ultimo.

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