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Si scrive Ndudi Ebi, si pronuncia Endi Ibi, ed è un vero cittadino del mondo. Nato a Londra, cresciuto con la famiglia nella piccola città nigeriana di Enugu, quindi formato culturalmente e cestisticamente negli States, alla Houston Westbury Christian High School. Arriva a Ferrara da Houston via Francoforte, insieme alla moglie Natasha e al piccolo figlio, 3 anni, Nile Prince. Arriva a Ferrara dall’NBA, passando dal campionato israeliano – dove l’anno scorso è stato il miglior rimbalzista della Lega – e da domani sarà a disposizione di coach Giorgio Valli.

Ebi ha il viso stanco per il viaggio, ma lo sguardo curioso. Prima di offrirsi a fotografi e giornalisti scruta le foto di squadra appese nella sede del Club, con occhiate furtive alla bacheca dei trofei. Paolo Bruschi, vice presidente della società, va diritto al sodo nel presentare l’ultimo prestigioso acquisto in casa bianconera: “E’ inutile che vi racconti che giocatore è Ebi, perché già lo sapete. Quello che conta è lo spirito con il quale è arrivato a Ferrara. Si tratta di un giocatore importante, dotato di grande atletismo, ma che, non abbiamo dubbi, saprà inserirsi facilmente nello spirito del gruppo”.

Tono pacato, capello rasta (che assicura essere naturale), tocca alla ventiquattrenne ala nigeriana raccontarsi: “I miei obiettivi? Sono qui per dare alla squadra ciò di cui ha bisogno. Avrò fatto un buon lavoro solo se la squadra avrà raggiunto i propri obiettivi”. Della prossima Carife Ebi conosce solo Jamison: “L’ho conosciuto ad un camp a Houston e ci siamo anche allenati insieme in Florida. In più abbiamo avuto un allenatore in comune, John Luckas. Credo che potremo diventare una coppia molto ben assortita sotto canestro. Non so quali altri americani militino nel campionato italiano, ma sono sicuro che mi capiterà di incontrare qualche amico come avversario”.

Arriva in Italia – e si tratta della prima volta in Europa per lui – dopo la positiva esperienza in Israele: “In Israele mi sono trovato molto bene; d’altronde lo stile di vita è molto simile a quello statunitense. Mi è bastato un anno per imparare in modo soddisfacente la lingua ebraica, e conto di fare lo stesso con l’italiano. Certo, conto un giorno di avere un’altra possibilità in NBA, ma non prima dei 26 anni. Ho il tempo per restare a Ferrara almeno due anni”. Ferrara appunto: “So che è la città delle biciclette, e del Buskers Festival”. Da oggi Ebi e la Carife iniziano una nuova avventura insieme.

Categoria: Basket
 

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