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Cesare Prandelli può tirare un respiro di sollievo. Gli accertamenti a cui si è sottoposto Mario Balotelli, reduce da uno scontro nell’allenamento di ieri che aveva fatto temere una distorsione al ginocchio, hanno dato esito negativo. Solo un indolenzimento all’adduttore sinistro per l’attaccante del Milan, come confermato direttamente dal medico della Nazionale, Enrico Castellacci, che ha previsto un suo ritorno per la gara di martedì contro l’Armenia.
Fuori Balo, con la Danimarca, match in programma venerdì sera a Copenaghen, Prandelli dovrebbe affidarsi ad Osvaldo nel ruolo di punta centrale, supportato da Candreva e Pepito Rossi, tornato a disposizione del commissario tecnico dopo quasi due anni per via del duplice infortunio al ginocchio destro. Ancora panchina, dunque, per Alessandro Diamanti, apparso troppo isolato e inevitabilmente nervoso nelle ultime uscite di campionato con il Bologna. Per conservare la maglia dell’Italia, il fantasista rossoblu dovrà dare dimostrazione del suo valore alla prima occasione utile, anche perché, all’orizzonte, comincia a delinearsi il fantasma di Francesco Totti.
A centrocampo, preso atto delle assenze di De Rossi e Verratti, Prandelli dovrebbe concedere spazio a Pirlo in cabina di regia, con Montolivo e Florenzi nel ruolo di mezz’ala. Difesa a quattro: a destra Abate, coppia di centrali Chiellini-Barzagli, e Balzaretti a presidio della fascia sinistra. Tra i pali il confermatissimo Gianluigi Buffon che, con la Danimarca, si prepara a diventare il giocatore con più presenze nella storia della Nazionale italiana: ben 137, una in più di Fabio Cannavaro. Intervenuto in conferenza stampa a Coverciano, il numero 1 della Juventus ha detto la sua proprio su uno dei temi più chiacchierati degli ultimi giorni: il ritorno in azzurro di Totti in vista dei Mondiali 2014. “Francesco, per certi versi, è un giocatore immortale – ha ribadito Buffon – In queste condizioni psicofisiche e con le doti tecniche e professionali che possiede, non ha limiti. E’ normale che sia sulla bocca di tutti per quello che sta facendo con la Roma. Certo, mancano ancora otto mesi al Mondiale, ma se dovesse arrivare al momento delle convocazioni nello stato di forma attuale, credo che nessuno si sognerebbe di non portarlo in Brasile”.

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Categoria: Calcio, Sport
 

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