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Erano le 21:42 del 13 gennaio 2012, esattamente due anni fa, quando la mastodontica mole della Costa Concordia si scontrò con lo scoglio delle Scole, all’Isola del Giglio. A bordo c’erano 4.229 persone. La nave da crociera era da poco salpata dal porto di Civitavecchia per la prima tappa della crociera “Profumo d’agrumi” nel Mediterraneo, avrebbe dovuto poi toccare i porti di Savona, Marsiglia, Barcellona, Palma de Mallorca, Cagliari e Palermo. L’impatto con lo scoglio causò l’apertura di una falla di circa 70 metri sul lato sinistro. Una tragedia di proporzioni smisurate: 32 morti e 110 feriti. Il 17 settembre del 2013, dopo 19 ore di intenso lavoro, il gigante rovesciato viene raddrizzato. A portare a termine l’impresa è un’azienda italiana, la società ravennate Micoperi, guidata dall’Ingegner Silvio Bartolotti.
E oggi è giornata di commemorazione, con i naufraghi presenti in aula, al Teatro Moderno di Grosseto, per ricordare le 32 vittime. Una corona di fiori depositata in mare, il suono delle campane e delle sirene delle imbarcazioni. Assente il capitano della nave, Francesco Schettino, che ha espresso “profondo cordoglio” e “dolore indelebile per tutti” e che ha spiegato “purtroppo non sarò presente in aula a seguito dell’adesione dei miei legali allo sciopero degli avvocati penalisti italiani in programma da oggi al 15 gennaio”.
Il comandante, licenziato con il rito Fornero, ha fatto opposizione alla decisione della Costa Crociere per la competenza dei tribunali. E la Corte di Cassazione ha fissato per il 3 febbraio la discussione per chiarire quale sia il foro in cui verrà accertata la legittimità del licenziamento dell’ex comandante.

Categoria: Cronaca
 

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