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Ma quante volte vi siete sentire dire “sei tristo”. Mentre si gioca a carte, a calcio con gli amici, magari pure sul lavoro. E quanto volte leggiamo sulle labbra di giocatori epiteti decisamente più coloriti e violenti nei confronti dei direttori di gara, i quali, intelligentemente, fanno finta di non sentire, si girano e continuano l’azione.
Ha fatto bene un giocatore come Natali, espèerto, a 35 anni, dire quella frase al collaboratore di Peruzzo nel tunnel alla fine del primo tempo? Neppure per sogno. Anzi la sua ingenuità è quasi o forse più, colpevole di quella del direttore di gara, il quale non ha creduto ai suoi occhi nel poter punire una squadra oltre i suoi limiti, dopo avergli appioppato un rigore contro che a termini di regolamento ci sta ma possiamo direi decisamente generoso.
Inoltre è chiaro che la gestione della ripresa con pochissime ammonizioni su falli da dietro a Kone e mancate fischiate a Diamanti al limite dell’area hanno penalizzato parecchio la prova dei rossoblù, che ha nelle conclusioni del capitano una delle armi più pericolose di tutto l’attacco.
Sarebbe, però, ingiusto dare all’arbitro la colpa della sconfitta con il Tornimo. Otto reti in quattro partite sono decisamente troppe per una squadra che vuole salvarsi, così come lo zero nel computo delle parate di Padelli dice che l’attacco va completamente ridisegnato. Non basta il mea culpa di Bianchi, che ha chiesto scusa a compagni e tifosi per questo suo inizio decisamente sotto tono. E’ anche Pioli che dal suo trono di certezze deve capire che la cosa così non può andare avanti. Diamanti viene sistematicamente raddoppiato o triplicato e la sua capacità di azione è decisamente ridotta se non trova sbocca in un servizio ad un compagno libero e il fatto che i passaggi del capitano a Bianchi sono fatti con il contagocce, vuole dire che bisogna prendere provvedimenti.
Inoltre è chiaro che a parte l’assenza con il Milan per squalifica come Natali, Kone è un’arma fondamentale per il Bologna che non può essere sacrificato nel ruolo di mezzala, ruolo non suo e che non riesce a svolgere con la stessa pericolosità di quando gioca al limite dell’area.
Quindi il centrocampo. Pioli non può non mandare nella mischia Perez. Pazienza al fianco di Della Rocca hanno mostrato davvero poco qualità e quantità e il ritorno del Ruso diventa imprescindibile, come quello di Cristaldo in attacco. In venti minuti a partita l’argentino non può esprimere le sue potenzialità e dopo tre incontri Moscardelli ha dimostrato che se fino ai 33 anni non è mai partito titolare in una squadra di serie A un motivo c’è. Tanto di cappello all’impegno ma per vincere le partite serve altro. Infine con il Milan arbitra Tagliavento, arbitro internazionale che ha nel Milan la squadra con la quale tra pro e contro ha sempre avuto qualche disgrazia. Si spera che al Dall’Ara possa essere il migliore in campo, ovvero che il suo operato non si noti.

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Categoria: Calcio, Sport
 

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