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Dopo un lungo calvario e un lungo silenzio, Massimo Mutarelli (31), il giorno dopo aver firmato con il Bologna, torna a parlare a Noi Biancocelesti, in onda su Radio Erre 2. L’apertura è sul suo prossimo ritorno in campo: “Sto bene e starò ancora meglio quando potrò tornare in campo. Ci vorrà ancora un po’ di tempo, perché sono sei mesi che non gioco, ma il lavoro, dopo tutto quello che ho passato, non mi spaventa. Dopo la decisione del Collegio arbitrale, avevo depositato tutti gli atti in Lega per lo svincolo. Di fatto è dal primo ricorso fatto dalla Lazio che sono libero. Dopo le due sentenze che ci sono state, non mi è stato respinto niente, compreso il contratto col Bologna. C’è stato uno stop, ma certe cose ti aiutano a crescere e a riflettere”.

Mutarelli racconta cosa ha passato in questi mesi: “A volte si scrivono cose per fare ascolti. Ho passato dei mesi bruttissimi, perché mi è stato impedito di fare lo sport che amo da sempre, per cui ho avuto ripercussioni sia di carattere fisico che psicologico. Mi ha fatto male il modo in cui sono andate le cose. Non si può sempre andare d’accordo con tutti, ma c’è modo e modo di chiudere dei rapporti. È stato fatto un attacco alla persona, oltre che al giocatore. Le motivazioni sono varie, ma non ho capito perché ne ho fatto le spese soltanto io. Questo l’ho chiesto anche al presidente direttamente. Se si dovevano prendere dei provvedimenti, andava fatto anche con gli altri, non solo con qualcuno. Se io e Zauri siamo riusciti a spaccare uno spogliatoio e a sottomettere trenta compagni, lo staff e un presidente, vuol dire che siamo fenomeni. Sono rimasto deluso da tante persone dell’ambito Lazio, ma non mi va di fare polemiche. Nonostante mi venisse assicurato che avrei raggiunto la squadra in ritiro, la volontà di reintegrarmi non c’era sin dall’inizio, perché, se il presidente avesse voluto, questo si sarebbe verificato. Quello che mi dispiace di più è quanto viene riportato sul mio conto a Roma, dove ho ancora dei rapporti anche fuori dal campo”.

Nonostante le vicende degli ultimi mesi, Mutarelli non dimenticherà l’esperienza con la Lazio: “A Roma ho passato due anni di calcio belli e importanti, dove ci siamo tolti belle soddisfazioni e alcuni di noi hanno fatto le loro prime esperienze a livello internazionale. Poi è chiaro gli ultimi sei mesi non hanno nulla a che fare con il calcio e non dovrebbero intaccare il rapporto con la gente. Mi fa piacere che qualcuno mi ricordi positivamente, ma ci sarà anche chi la pensa diversamente. Quello che dovevo manifestare, l’ho dimostrato in campo, anche perché non sono uno che esternare pubblicamente le proprie emozioni. Continuo a sentire alcuni attuali calciatori della Lazio, ma sono gli stessi che frequentavo allora, uscendo con le rispettive famiglie”.

L’ultimo pensiero è per la sua nuova squadra: “Il Bologna ha permesso che io mi potessi allenare, quando ancora la situazione non era definita. Lì mi hanno fatto sentire subito come uno di loro. È una società ambiziosa, che non fa proclami, ma che ha voglia di migliorare. Ci sono le condizioni per fare bene. È partito male, ma con Mihajlovic è migliorato e punta alla salvezza”.

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