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Massimo, innanzitutto come stai? Non hai ancora esordito con la maglia del Bologna.
“Sto bene, ho recuperato dal problema fisico che ho avuto e ormai da cinque settimane mi alleno a pieno ritmo con la squadra. Spero di poter dare al più presto il mio contributo alla squadra”.

La partita con la Lazio cosa significa per te, dopo le vicende degli scorsi mesi?
“Si tratta di una partita importante per noi tutti: non è Mutarelli contro nessuno ma è Lazio-Bologna. Quello che è successo nei mesi scorsi non ha niente a che vedere con il calcio giocato. A Roma sono stato per due anni importanti di calcio anche a livello internazionale, poi ciò che è successo negli ultimi sei mesi sono vicende private che non c’entrano niente con quello che andiamo a fare domenica”.

Si può dire che, quando esordirai nel Bologna dopo questi mesi in cui non hai giocato, inizierà la tua seconda carriera?
“Tra virgolette, sì: è stato uno stop forzato e a quel punto si comincerà a riassaporare la partita, l’agonismo: è questo ciò che più mi manca. Non sarà come per un debuttante, comunque: ho solo voglia di tornare a giocare in partita. Dovesse succedere proprio sabato, contro la Lazio, sarebbe un po’ uno scherzo del destino, ma lo vivrei solo come un riprendere a fare quello che mi piace: giocare a calcio. E potrebbe anche essere la partita giusta: perché no?”

Siete in tre freschi ex laziali: oltre a te, anche Mudingayi e Belleri.
“Cominciamo ad essere un certo numero, è vero! Ma nessuno di noi ha voglia di rivincita: pensiamo solo al bene del Bologna, andremo là cercando di fare la nostra partita e per portare a casa più punti possibile”.

Che accoglienza ti aspetti dal pubblico dell’Olimpico?
“Non saprei. Quello che dovevo fare per la Lazio l’ho fatto sul campo: ho sempre dato il mio contributo per raggiungere i traguardi che siamo riusciti a tagliare. Quello che è successo al di fuori non riguarda nemmeno i tifosi, ma solo me e una parte della società”.

Nelle ultime partite Mihajlovic ha scelto di giocare con tre centrocampisti centrali: in questo modulo, qual è la tua posizione preferita?
“Nel centrocampo a tre, ho giocato più spesso da mezzala sinistra. Ma in queste settimane sono stato provato in allenamento in più posizioni e con moduli diversi”.

All’andata la mossa di impiegare Marchini in marcatura su Ledesma diede grandi frutti.
“La Lazio non è solo Ledesma, ma lui sicuramente è un elemento molto importante: il gioco passa da lui e contro la
Lazio tutte le squadre cercano di fermarlo, sapendo quanto sia importante per lo sviluppo della manovra laziale, quindi sicuramente andrà limitato. Poi la Lazio è molto forte anche in attacco: ha giocatori che possono saltare l’uomo, creare la superiorità numerica e, con le loro doti, fare molto male. Ora stanno subendo molti gol, ma sino a poco tempo fa anche la difesa era poco battuta: la Lazio è una squadra forte, equilibrata e sta facendo un buonissimo campionato”.

Nelle ultime partite il Bologna ha perso un po’ di cattiveria?
“No, semmai un po’ di convinzione: a volte sembriamo sorpresi di fare bene e di essere noi a fare la partita anche in trasferta. Con più convinzione nei nostri mezzi, a Napoli e Udine si poteva portare a casa qualche punto in più”.

Sarebbe servita anche un po’ più di fortuna?
“Nel calcio ci vuole anche quella. Ma tante volte, quando vinci alla fine della partita, vuol dire che la fortuna te la vai a cercare: non viene per caso. Lo stesso vale per la sfortuna: quando si ripete di continuo significa che c’è qualcosina da sistemare”.

Categoria: Calcio
 

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