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IL MUSEO Virtus aprirà le prime due sezioni, dedicate ai grandi allenatori e ai campi di gioco delle Vu Nere, inaugurandole sabato prossimo alle 18.30, all´interno della Futurshow Station, l´ex PalaMalaguti a Casalecchio. Saranno i primi due passi di un piano vasto e ambizioso, poiché l´esposizione permanente andrà a completarsi progressivamente con quattordici sezioni, per una superficie totale di mille metri quadrati.
Prima realizzazione italiana del genere, il museo rimane comunque un progetto unico, per certi versi paragonabile a quello, ben più monumentale, del Real Madrid. Ma verrà creato in salsa “sabatiniana”, ossia declinato al futuro, come lo stesso patron anticipa. «Non aspettatevi una rassegna statica, di pura contemplazione – annuncia il patron bianconero -. A opera terminata, ci saranno cinquanta monitor e numerose postazioni con computer, dalle quali si potranno scaricare dall´archivio e vedere in video tutti i più grandi momenti della storia bianconera. Saranno esposte centinaia di immagini, molte delle quali donate da Riccardo Morandotti».
Per adesso, da sabato, saranno accessibili due aree importanti e ad aprile sono state chiamate autentiche icone bianconere. «Alberto Bucci, Ettore Messina e Dan Peterson – continua Sabatini – saranno presenti al vernissage, dedicato ai grandi coach virtussini e agli impianti che hanno ospitato la squadra: dal Renato Dall´Ara, quando si giocava all´aperto, passando per la chiesa sconsacrata di Santa Lucia, la Sala Borsa, il palasport di Piazza Azzarita e infine Casalecchio. Questa prima parte del museo sarà composta principalmente da documenti fotografici e video, perfino di gare giocate all´aperto».
In seguito la mostra si completerà con le altre sezioni, dedicate ai tifosi, allo scudetto della stella del 1984, alle grandi squadre del passato, del presente e del futuro (le giovanili), a tutte le maglie, e naturalmente anche a tutti gli sponsor, alle donne bianconere e, sezione davvero immancabile, anche alla galassia delle leggende. «Certo, ci saranno tutti: Sasha Danilovic, Sugar Richardson, Manu Ginobili e tanti altri». E i trofei? Quelli non ci sono ancora, ma Sabatini è fiducioso, nonostante di passi non ce ne siano stati. «Speravo che dopo il mio appello sulle coppe da recuperare qualcuno rispondesse. Ho letto di disponibilità dichiarate, ma al momento siamo ancora fermi. Pazienza, sono fiducioso che le coppe e le targhe arriveranno tutte, prima o poi, al Museo Virtus».

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