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Diciotto anni, e il cuore pieno di speranza. Per uno nato ad Esperanza, nella lontana Cuba, poi, i sogni devono essere il pane quotidiano. E a giudicare da come il ragazzo cresce, c’è da scommettere che le probabilità di coronarli ci sono eccome.
Yankiel Moreno è il nuovo personaggio di casa Crabs, l’adolescente senza paura venuto in Italia per giocare a basket. “Ho toccato la palla per la prima volta a 5 anni, a Cuba – racconta Yankiel, che parla fluentemente l’italiano anche se l’inflessione sudamericana è notevole – aiutato dal fatto che mio padre fosse un allenatore. Mi sono subito innamorato di questo sport, e quando sono arrivato in Italia ho capito che qui sarei potuto diventare un giocatore vero”.
Roba di 3 anni fa. Lo sbarco, complice anche il matrimonio tra la madre (cubana) e il secondo marito (italiano), avviene nel 2005, a Loano, dove Moreno gioca nelle giovanili e nella prima squadra, militante nel campionato di C2. “Appena ho conseguito il passaporto italiano, mi sono trasferito a Vado Ligure, dove ho giocato sia con la juniores che con la B1. E li finalmente ho cominciato a misurarmi in un campionato competitivo”.
La scorsa primavera, i primi contatti con i Crabs. L’entourage biancorosso, inteso come settore giovanile e prima squadra, lo ha voluto fortemente, inserendolo nella Under 19 di cui è diventato subito leader incontrastato, e nella rosa dei senior, coi quali ha esordito proprio domenica scorsa, contribuendo alla grande al successo – il primo in campionato – dei Crabs su Pavia. Per lui 5 punti, 3 assist e 4 perse in 14’. Cifre a parte, la sua difesa sui portatori di palla Edimes è stata decisiva ai fini della riscossa biancorossa. Un battesimo coi fiocchi.
“Non me l’aspettavo nemmeno io – ride Yankiel – e sono molto contento, anche se devo migliorare tantissimo in tutti gli aspetti del gioco. Emozionato? Beh, un po’ si, anche se l’aver già giocato in B1 mi avvantaggia. Ovviamente la LegaDue è un’altra cosa, ma lo staff tecnico mi sta davvero aiutando tanto. Coach Galli mi ha detto di stare tranquillo, di fare le cose semplici, e io ci ho provato”.
Un play con la difesa nel dna e le gambe al tritolo, un ragazzo che ai più può ricordare il primo Carlton Myers, se non altro per le grandissime doti fisiche e una voglia di sfondare che traspare a chiare lettere dalle sue parole.
“Sono venuto a Rimini per diventare un giocatore di serie A – ammette il cubano – Fin da piccolo mi hanno fatto fare il playmaker, anche se a me piace molto anche giocare da guardia. La velocità è il mio punto di forza, il tiro invece ancora non è il massimo, e infatti tutte le mattine lavoro su questo fondamentale con Di Meglio (vice coach dei Crabs, ndr) e Ceccarelli (assistente, ndr). Spero di andare avanti così, la squadra adesso si è sbloccata e possiamo fare bene. A Varese mi piacerebbe esserci, ma non so ancora se sarò nei dieci. Io ovviamente ci provo”.
Simpatico e molto intelligente, Yankiel passa il suo tempo libero come qualsiasi ragazzo di 18 anni, tra un giro in centro, una partita alla play station e un film. Nel suo cuore, Rimini ha già fatto breccia, ma la selvaggia Cuba è impossibile da dimenticare.
“Quando posso ci torno, Cuba è casa mia. Ma Rimini, soprattutto d’estate, le assomiglia molto. E poi sono qui per giocare a basket, non per andare al mare…”. Bueno Yankiel, muy bueno.

Categoria: Calcio
 

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