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Vangelis, cosa si teme di più quando si va ad affrontare l’Inter?
“è una grande squadra: devi stare sempre attento, per tutta la partita e in ogni zona del campo, non solo a una cosa in particolare. Nell’Inter ci sono molti giocatori che possono fare grandi cose”.

Secondo te è una partita più semplice da preparare mentalmente rispetto ad altre?
“Per me la squadra deve andare sempre in campo per prendere punti, Cagliari o Inter che sia, a maggior ragione in questo momento in cui siamo un po’ indietro in classifica: solo pensando in questo modo puoi riuscire a fare risultato e speriamo di farcela anche sabato a Milano. L’Inter è una squadra molto importante e, se da un lato è difficile affrontarla, dall’altro è molto stimolante misurarsi contro grandi giocatori. E, come abbiamo fatto punti in casa del Milan, ci possiamo riuscire anche sabato”.

Chi dell’Inter ti fa paura, in particolare?
“Sono tutti grandi campioni e questo mi piace. Non ho mai affrontato l’Inter e non vedo l’ora di giocare questa partita. Io, giocando in difesa, mi misurerò con Ibrahimovic, Adriano, Cruz e via dicendo: tutti giocatori che hanno grosse qualità sotto tutti i punti di vista”.

Cosa pensi di Mourinho?
“È un grande allenatore: i fatti parlano per lui, con Porto e Chelsea ha ottenuto risultati importantissimi”.

In Grecia hai mai giocato per non retrocedere?
“Sì, quando ho giocato in A col Proodeftiki, dopo la promozione dell’anno precedente, quindi so come vanno le cose: quando giochi per salvarti può succedere di stare anche per cinque o sei partite senza vincere. Ma adesso dobbiamo tutti pensare positivo, anche se non è facile in questo momento: giocare bene o male non mi interessa, pensiamo positivo per andare a prendere punti, questo è l’importante ora”.

Tu in un anno sei diventato il punto di forza della difesa: cos’è cambiato da quando sei arrivato a Bologna?
“Non mi piace parlare di me: lo lascio fare a chi di dovere. A me interessa giocare per la squadra e aiutare i compagni: siamo tutti qua con un unico obiettivo, restare in Serie A, e io penso solo a questo”.

Arrigoni ti ha indicato come esempio da seguire per i nuovi sudamericani.
“Il primo passo importante è capire bene la lingua: a quel punto, diventa più facile giocare. L’altra difficoltà che ho incontrato inizialmente era l’allenamento: ero abituato a ritmi meno elevati, qui ho fatto un po’ fatica nei primi mesi. Poi, dipende tutto da te stesso, da quello che fai e pensi, da come giochi. Personalmente, sono uno tranquillo, penso a fare sempre meglio e giocare prima per la squadra e poi per me stesso. I nuovi sudamericani, come tutti, stanno lavorando molto bene, magari gli manca un po’ il ritmo gara ma spero che riescano ad inserirsi al meglio anche più velocemente di me l’anno scorso: è un campionato molto difficile e siamo tutti importanti, fin da ora”.

Tu, in particolare, giochi nello stesso ruolo di Britos.
“È un bravissimo ragazzo e un buon giocatore, molto forte fisicamente. Siamo quattro difensori centrali e c’è bisogno anche di lui, come di tutti”.

Tu domenica hai dovuto stringere i denti contro il Napoli.
“Non ero al cento per cento, ma volevo giocare e aiutare la squadra: l’ho fatto, ma è arrivato un brutto risultato purtroppo. Alla fine non stavo benissimo, ma questo non ha influito sul gol di Denis: marchiamo a zona e io dovevo stare in un altro posto; magari potevamo fare meglio prima, quando abbiamo concesso due calci d’angolo consecutivi”.

Qual è la difficoltà che sta incontrando la difesa del Bologna?
“Non sono coinvolti solo i quattro difensori: tutta la squadra difende e attacca. Per esempio, sul gol di Denis, in marcatura su di lui c’era un centrocampista, non un difensore: la fase difensiva va fatta tutti insieme. Sin qui, in tutte le partite, come abbiamo commesso un errore abbiamo preso gol: c’è stata anche un po’ sfortuna, ma dobbiamo stare più attenti, questo sì”.

Categoria: Basket
 

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