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Vangelis, sin qui il Bologna ha sempre subito almeno un gol nelle partite di campionato.
“Quando si prende gol, non è una cosa buona per un difensore: se è successo questo, ci sono tanti motivi e poi diventa difficile rientrare in partita e fare punti. Per questo penso che per prima cosa in una squadra conti la difesa. Ora dobbiamo pensare a non subire gol a Siena: abbiamo lavorato molto bene in questa settimana per preparare la partita e vogliamo vincerla. Se giochiamo come contro la Roma, possiamo farcela: dobbiamo andare là per vincere, non per cercare un pareggio”.

Cosa chiede Mihajlovic a voi difensori?
“Quando arriva un nuovo allenatore, per prima cosa parla con i difensori: tutto inizia da lì, si parte dalla difesa poi si va avanti. Tra l’altro, avevamo subito da preparare una partita difficile contro la Roma: quando incontri una grande squadra, devi giocare in un altro modo, impostare la gara in chiave più difensiva. Il mister vuole sempre una squadra stretta, compatta, con tutte le linee vicine tra loro: siamo tutti chiamati a difendere e ad attaccare. Da difensore, poi, poter essere allenato da un tecnico che ha alle spalle una grande carriera nel mio stesso ruolo è una bellissima opportunità: noi difensori dobbiamo raccogliere ogni parola che il mister pronuncia”.

Quanti punti pensi che dovrebbe avere il Bologna alla fine del girone d’andata, dopo questa partenza in salita?
“Non mi piace guardare tanto avanti: preferisco pensare alla prossima partita, cercare di vincerla e poi guardare a quella successiva. Intanto aver pareggiato contro la Roma è un buon segnale”.

Tu sei una delle note positive di questo avvio di stagione: sei diventato un giocatore importante di questa squadra, capace anche di trascinarla nei momenti difficili. È un messaggio per i tre nuovi sudamericani arrivati in estate.
“Io penso solo a migliorare giorno dopo giorno: è questo che deve fare un giocatore. Poi il fatto di scendere in campo con continuità è stato importante per prendere confidenza con il calcio italiano, ma dipende anche dal singolo giocatore. Io lavoro tutti i giorni con Britos, Rodriguez e Coelho e secondo me adesso sono tutti pronti per giocare: devono esserlo. Britos, che gioca nel mio stesso ruolo, ha avuto la sfortuna di essere espulso all’inizio della sua prima partita da titolare: sicuramente è stato un brutto momento per lui, ma ora deve guardare avanti e pensare ad aiutare la squadra, perché c’è bisogno di tutti e dobbiamo essere tutti pronti”.

A Cagliari hai giocato da terzino destro.
“Quando uno non gioca nel suo ruolo non è molto contento, ma sinceramente questo non mi interessa: quando sono in campo do sempre il cento per cento per aiutare la squadra”.

Alla Nazionale ci pensi?
“È sempre qui dietro: se gioco qua a Bologna e faccio bene, allora può arrivare anche la convocazione in Nazionale. Tra l’altro, il ct Rehhagel è venuto al “Dall’Ara” a vedere la partita contro la Juventus e quel giorno ho parlato con lui. Quattro anni fa giocai un’amichevole col Belgio”.

Categoria: Basket
 

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