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Vangelis, il tuo 2008 è stato di alto livello, come rendimento personale.
“Sto bene e sono felice per aver giocato tante partite, nelle quali ho sempre pensato al bene della squadra. Quando cambi maglia all’inizio è sempre difficile integrarsi: devi capire come giocano i compagni e cosa chiede l’allenatore. Col tempo, e imparando la lingua, è stato tutto più facile. Il fatto poi di trovarmi con il Bologna in Serie A è un sogno realizzato: questo è un campionato difficile, uno dei più belli in assoluto, e voglio vivere con tutto me stesso ogni partita. Mi piace confrontarmi con grandi giocatori: sono emozioni forti e belle”.

Con quale attaccante hai vissuto una sfida particolarmente “divertente” sinora?
“Tutte le squadre hanno grandi giocatori in attacco: anche quelle di bassa classifica schierano punte che da anni giocano in Serie A. Di conseguenza, un difensore deve lavorare di più, essere più pronto e sveglio: è il bello del calcio, sono pressioni che fanno crescere”.

Come arrivate alla partita contro il Chievo?
“Psicologicamente stiamo bene e vogliamo iniziare quest’anno con una vittoria. Giochiamo in casa contro la squadra che attualmente è ultima: se vinciamo questa partita, sicuramente miglioriamo la nostra classifica e possiamo guardare alle prossime gare con maggiore fiducia”.

Intanto, prima della pausa, avete finalmente chiuso una partita senza prendere gol.
“Ma a Lecce siamo stati anche un po’ fortunati: le loro opportunità sono arrivate su grossi errori da parte nostra e dobbiamo fare in modo di non commetterne più. Bisogna essere più svegli e attenti: sono convinto che, se contro il Chievo facciamo anche solo la metà di quello che proviamo in allenamento, verrà una bella partita, perché ci stiamo preparando veramente molto bene”.

Sul mercato, pare che la società stia cercando anche un difensore centrale.
“Sono decisioni che devono prendere la dirigenza e il mister. Io lavoro come ho sempre fatto e spero di migliorare ancora”.

Cosa chiedi al 2009?
“Continuare così e un Bologna più in alto in classifica. Ma dobbiamo vivere alla giornata e guardare ad una partita per volta: i conti li facciamo alla fine”.

E la nazionale?
“C’è un’amichevole in febbraio con la Danimarca. Aspetto notizie, ma chiaramente sono decisioni che deve prendere l’allenatore. Giocare bene nel Bologna è l’unica cosa che posso fare perché arrivi una convocazione”.

Categoria: Basket
 

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