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«SPERO che continuino a insultarmi, altrimenti significa che non mi temono più». Riccardo Morandotti perde il pelo ma non il vizio. A 43 anni è ancora un «provocatore» con il sorriso sulle labbra. Tatuato come un guerriero maori e con la solita ironia, l’ex giocatore della Virtus Bologna quest’anno giocherà in serie D con l’Easy Business Aquarius, allenato da Davide Tonucci.
Ricky perchè hai scelto l’Aquarius?
«Mi piace l’idea di dover dare una mano a una squadra giovane, ma molto motivata — risponde Morandotti —. Non prometto tanti canestri, ma assist ed esperienza».
Dopo Castelguelfo dove hai giocato?
«In squadre di Promozione e in serie D a Bologna, ma non ho giocato molto, era più il tempo che passavo fuori per squalifica che dentro al campo…».
Considerati i precedenti, pensi che il pubblico di Pesaro ti urlerà contro?
«Spero di essere insultato, se non lo fossi, significherebbe che ho perso il mio fascino…».
Una moglie pesarese, un figlio di nome Elia e una casa editrice: Morandotti è diventato adulto?
«Sono rimasto il solito ragazzo che ama scherzare, su di me sono state dette cose esagerate, in realtà non sono così cattivo come vengo dipinto. E’ vero sul campo mi piace vincere e do sempre tutto, ma la gente, i giornalisti e gli avversari spesso hanno interpretato male i miei atteggiamenti istrionici ed esplosivi».
Giocatore, ma anche editore, un connubio abbastanza insolito…
«Sì, ho molte idee, presto uscirà un magazine sulla Virtus Bologna e per gli amanti del basket. Un mensile di 300 pagine, di cui 50 dedicate alla Nba dove ho dei contatti. Dentro ci scriveranno però solo ex giocatori, niente giornalisti, con cui non ho mai avuto un bel rapporto».
Cosa ti aspetti da questa nuova avventura in serie D?
«Voglio continuare a divertirmi e vorrei insegnare a questi ragazzi come si fa a vincere. Non segnerò 50 punti a partita, semmai cercherò di farli segnare a loro che sono giovani e possono ancora crescere».
Come farai a conciliare basket e lavoro?
«Sono anni che gioco e lavoro nella mia casa editrice, non è un problema. Poi adesso nell’Aquarius sarà ancora più facile di quando giocavo in squadre bolognesi. Abito a Rimini, la distanza è minima».
Come si è creato il contatto con la società dell’Aquarius?
«Ero a Pesaro per gli europei Over di basket e in questa occasione ho giocato in squadra con Daniele Ridolfi che è un giocatore e dirigente dell’Aquarius. E’ stato feeling a prima vista, non tanto sul campo, ma fuori negli spogliatoi dove ci siamo troppo divertiti a sparare cavolate. La mia avventura con l’Aquarius è iniziata così. Per gioco».

Categoria: Calcio
 

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