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Morandi non ci sta, quel ponte proprio lo vuole costruire. Allo stadio glielo hanno distrutto i tifosi, cantando contro i napoletani durante Caruso del suo amico Dalla. Oggi l’ha voluto riproporre, con una voce strozzata dall’emozione davanti agli 80 senzatetto ospitati al Diana come aveva cominciato a fare Lucio. Ma ciò che è successo non lo ha fatto dormire e su facebook ha praticamente annunciato le sue dimissioni dalla presidenza onoraria. Non ha voluto parlare davanti alla telecamera, ma ha annunciato che ci sta seriamente pensando: “Bologna non era così – ha detto all’iniziativa benefica – Sono molto amareggiato spero sia stata solo opera di una minoranza di persone”. Bisogna dire, però, che Morandi e chi ha voluto proporre la canzone non ha capito che con questa iniziativa si è voluto sfidare la curva, ha cercato di imporgli un gesto che non sentivano proprio, sperando che non venisse infangata la memoria di un grande come Dalla. Non si vuole difendere nessuno, i cori sono stati beceri e inqualificabili, nello stesso momento quando si prendono iniziative unilaterali, ben sapendo della contrarietà di una delle parti, sorprendersi della risposta negativa è nascondere la verità. Morandi ha ragione quando scrive “Ieri allo Stadio è successo qualcosa di inqualificabile e di cui mi sono vergognato. Non credevo che il tifo fosse degenerato a questo punto. Sono lontani i tempi quando lo Stadio di Bologna veniva preso ad esempio per la civiltà e la sportività del pubblico presente, che sapeva addirittura applaudire la squadra avversaria quando giocava meglio della nostra. Spero fossero pochi, ma certamente io non mi riconosco in loro, che oltraggiano la figura di Lucio e insultano gli avversari con questa maleducazione deficiente”. Nello stesso momento qualcuno doveva avvertirlo che le conseguenze sarebbero potute essere diverse dalle attese e speriamo davvero che ripensi all’ultima frase “essere il presidente onorario, anche se è una carica simbolica e forse inutile, non mi piace più”, perchè proprio lui, personaggio pubblico e mondiale, può essere il paladino di un modo diverso di fare calcio, cominciando dall’esempio di oggi, con lo spirito servizio e di accoglienza che lo rende unico e inimitabile. Caro Gianni, ripensaci perchè il tuo ruolo non è inutile, anzi se ogni tanto si parla di Bologna è perchè tu sei un magnifico ambasciatore, il migliore possibile.

rtmp://telecentro.meway.tv:80/telecentro_vod/rvm_morandi_20140120.mp4
Categoria: Calcio, Sport
 

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