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Un collaudato sistema di tangenti per l’acquisto di strumentazioni mediche e per l’affidamento di lavori al Policlinico di Modena.
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Parte dalla città emiliana una maxioperazione dei Nas che si è estesa a 16 province di 8 regioni con 24 misure cautelari reali relative a conti correnti e dieci decreti di perquisizione domiciliare, emessi dalla Procura modenese. Nel mirino dei Nas – 70 carabinieri in azione dalle prime ore della mattinata – professionisti e dirigenti pubblici: il primo bilancio parla di 63 persone indagate e sequestri preventivi per un milione e mezzo di euro. Coordinata dalla Procura di Modena, l’indagine ‘Last business’ – questo il nome dell’operazione dei Carabinieri Nas di Parma – ha messo in luce il sistema con cui i pubblici amministratori procedevano, attraverso appalti pilotati, all’aggiudicazione di lavori e forniture di strumentazioni mediche con la procedura dell’individuazione diretta della ditta, senza rispetto dei principi della libera concorrenza e della scelta del contraente, violando così le norme del Codice degli Appalti. Tra gli indagati anche l’ex direttore generale del Policlinico, suoi stretti collaboratori e professionisti, responsabili a vario titolo di associazione per delinquere, corruzione, abuso d’ufficio, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, riciclaggio. Il sistema era ben architettato. I pagamenti non avvenivano mai in modo diretto dal privato al pubblico ufficiale ma seguivano un complesso percorso che a prima vista poteva parere legittimo. I pagamenti alle imprese private corruttrici consistevano in accrediti su conti correnti che facevano capo a enti che in realtà erano collegati ad alcuni dei principali indagati e avevano come oggetto sociale l’organizzazione di servizi volti alla divulgazione scientifica. E le spese venivano giustificate come corrispettivi per l’organizzazione di convegni o per sponsorizzazione ad enti no profit o per attività scientifiche e di ricerca. E non è tutto. Il sistema ha evidenziato anche il ricorso al riciclaggio dei proventi illeciti attraverso la collusione di enti e società. Sui conti correnti dei principali indagati veniva fatto transitare il denaro frutto della tangente che successivamente veniva – con false fatturazioni – trasferito sul conto corrente di un poliambulatorio di proprietà della consorte di uno degli indagati.

Categoria: Cronaca
 

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