Telecentro Odeon TV

La Tv di Bologna e dell'Emilia-Romagna (canale 17 e 71)

No Banner to display

Due punti e mille dubbi. Che forse, in realtà, somigliano molto a drammatiche certezze. Milano batte Ferrara, e una mano gliela dà l’arbitro Chiari, che punisce con un tecnico, fischiato con eccessiva solerzia, una reazione di Sacchetti a una giusta chiamata. Quattro liberi di Vitali e AJ che va da -2 a +2 a 2’05” dalla fine. E poi, a 7″ dalla sirena, giustizia la Carife con una tripla dall’angolo di Price, sin lì impalpabile. La vittoria non cancella i fantasmi palesatisi con il Tau qualche giorno prima, anche se Bucchi non è d’accordo: «Ci è mancato il killer instinct quando eravamo a + 7 e non abbiamo chiuso la gara, siamo stati poco cinici. Ma non giudicherei la partita basandomi sul valore dell’avversario. Non ci sono più gare facili in Italia». Valli invece è furente: «E’ difficile parlare di basket. Milano ha un secolo di storia, sarebbe bello lasciarli giocare. Purtroppo non paga essere brava gente, bisogna incazzarsi e buttare le sedie in campo». Il presidente Mascellani rincara la dose: «Continuando su questa strada il basket perderà la gente che ha voglia di investire, resteranno solo le grandi, le provinciali spariranno. Siamo stati fermati da errori clamorosi». Bucchi ammette: «Cosa volete che dica? È chiaro che il tecnico ci ha dato una mano, ma qualcosa Sacchetti avrà detto all’arbitro». La partita aveva visto Milano partire con le gambe molli, finire sotto 16-4, reagire con Hall (il migliore dell’Olimpia), andare a +7 alla pausa, salvo poi scontrarsi con la furia di Collins (17 punti nel solo 2° tempo) e la classe di Ray, che tenevano la Carife a contatto, consentendole di sorpassare con l’ex Boston Celtics a 2’30” dalla fine. DOPO il tecnico, era invece Jamison («Ha giocato su un piede solo» dirà poi Valli) a regalare l’ultimo vantaggio agli estensi (73-74 a -1’03”), prima degli errori di Vitali (-38″) e Collins (-18″) e la tripla assassina di Price. L’ultima palla finiva, ironia della sorte, a Sacchetti, che però, marcatissimo, non trovava neppure il ferro. «Abbiamo difeso bene — chiudeva Valli — Milano ha segnato gli ultimi canestri solo di puro talento». Bucchi invece: «Alla fine i giocatori hanno sentito il peso della pressione, ma sono riusciti a fare buone cose». Peccato solo per quel fischio. Forse Milano avrebbe vinto lo stesso, e con merito. Forse.

Categoria: Basket
 

Lascia un Commento


Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.