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Mister, domani col Torino è tempo che arrivi la sua prima vittoria?
“Mi aspettavo che fosse già arrivata, a questo punto: non ci siamo riusciti, ma in alcune partite avremmo potuto ottenerla. Adesso è il momento di vincere: non sarà facile anche perché loro hanno cambiato allenatore, prendendone uno che conosce già la piazza e la squadra, e si sa che quando c’è un nuovo tecnico scatta sempre qualcosa”.

Novellino ha detto che un pareggio a Bologna gli potrebbe stare bene.
“Per lui può anche essere un risultato giusto, ma per me no. Io non mi sono accontentato neanche di pareggiare le ultime partite e a maggior ragione cercheremo di vincere domani: al pareggio non voglio nemmeno pensare, perché ora una vittoria sarebbe troppo importante, non solo per i tre punti ma anche per il nostro cammino futuro in campionato. Se vinciamo domani, facciamo un salto di qualità: la squadra prende fiducia, quel pizzico di convinzione in più in quello che si sta facendo che aiuta a vincere le partite, ingranare davvero e andare per la propria strada. Questo non significa che andremo tutti all’attacco: abbiamo preparato bene la partita e ognuno sa quello che deve fare”.

Ha visto dei segnali che la portano a credere che domani possa davvero arrivare la vittoria?
“Io vedo sempre dei progressi: all’inter sono serviti due anni per cambiare la mentalità di giocatori così forti e portarli a vincere davvero. Io sono qui da un mese e mezzo e lavoriamo sempre sul piano caratteriale, tecnico e tattico. Qualche passo avanti è stato già fatto: siamo migliorati, ora è difficile batterci, la squadra lotta sempre e non perde automaticamente quando passa in svantaggio. Però ho l’impressione che, quando arriviamo al pareggio, la squadra si accontenti: è giustificabile, dato che prima si perdevano le partite, ma dobbiamo fare il prossimo passo, cioè spingere sull’acceleratore e andare a vincere, ancora più convinti e cattivi”.

Per questo domani potrebbe proporre le due punte, con Marazzina accanto a Di Vaio?
“Non ho ancora deciso nulla: dobbiamo vedere come stanno alcuni giocatori, ho provato diverse soluzioni in settimana e domani deciderò quale adottare in partita. Sono pagato per fare delle scelte e faccio giocare quelli che mi danno più garanzie e che penso possano mettere più in difficoltà gli avversari. Marazzina si è allenato bene, come anche Bernacci e tutti gli altri, poi io faccio le mie scelte”.

Cosa la preoccupa del Torino?
“Il Torino è un’ottima squadra: i giocatori che hanno, in ogni reparto, sono di ottima qualità. Sinora non sono riusciti ad esprimere il loro valore sul campo, ma dobbiamo stare attenti: per il potenziale dei giocatori, il Torino non merita questo posto in classifica. Ci sono cose che ci possono preoccupare, quindi, ma anche altre che ci fanno stare tranquilli: sappiamo come fargli male”.

Per vincere, servirà concludere la partita senza prendere gol? SInora al Bologna non è mai riuscito.
“Quando non prendi gol sai che come minimo pareggi. Noi lavoriamo per migliorare e prenderne di meno, ma in Serie A qualsiasi giocatore ti può mettere difficoltà. Sappiamo quali sono i pregi e i difetti degli avversari e facciamo di tutto per avere la meglio”.

Che qualità vorrebbe vedere domani nel suo Bologna?
“Vorrei vederli partire subito convinti di vincere la partita e non fermarsi quando si va in gol ma tentare di fare il secondo e il terzo. Vorrei vedere una partita offensiva, con tutti i giocatori convinti dei propri mezzi e vogliosi di andare a vincere. Tra l’altro, come dicevo, una vittoria ci sarebbe d’aiuto per la testa: servirebbe per aumentare ulteriormente la convinzione in quello che si sta facendo”.

Quanti punti vorrebbe fare per passare un buon Natale?
“Quattro andrebbero bene. Io ho detto che alla fine del girone d’andata vorrei avere 20 punti: tre vittorie e un pari ci porterebbero a quella quota. Incontriamo dirette concorrenti: se mi aspettavo di vincere contro Genoa e Roma, a maggior ragione me lo aspetto contro squadre del nostro livello. Per questo mi è dispiaciuto non aver battuto la Reggina (potevamo riuscirci, dopo il 2-2): è in queste partite che ti giochi la permanenza in Serie A”.

Chi le ricorda questo Di Vaio, tra i suoi ex compagni di squadra?
“Montella o Chiesa ai tempi della Sampdoria: le caratteristiche sono quelle”.

Categoria: Calcio
 

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