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Mister, come si ferma il Genoa, che in casa sinora ha sempre vinto?
“Ci si prova con l’organizzazione di gioco: tutti sanno cosa fare e di chi si devono occupare. Loro vanno a i mille all’ora nei primi minuti, ma ti danno anche la possibilità di colpire, attaccando in sei o sette uomini: penso che a Genova si possa fare risultato positivo, se sei bravo a rubare palla e ripartire, perché dietro restano un po’ scoperti. Ai ragazzi ho detto: siete tutti giocatori di Serie A, avete tutti due gambe, due piedi e una testa, loro non sono extraterresti: con la massima concentrazione e se tutti fanno quello che gli è stato chiesto, possiamo fare un’ottima partita e creare difficoltà al Genoa, ben sapendo che anche loro ne possono creare a noi. Il Genoa è una squadra ben organizzata e ricca di giocatori bravi che si trovano a memoria, ma non è il Milan di Capello o di Sacchi: andiamo a giocare la nostra partita, sono convinto che possa arrivare un risultato positivo”.

E come si ferma Milito, il capocannoniere della Serie A?
“Tutti i giocatori partecipano alla fase difensiva, a partire dagli attaccanti: se ognuno fa quello che gli è stato chiesto arrivano anche meno palloni alle loro punte. Non ho mai giocato contro di lui, ma ho visto cos’ha fatto nel Genoa e in Spagna: è un bellissimo giocatore, capace di fare gol con mezza occasione, sa fare tutto, è bravo a proteggere palla, nell’uno-due con i compagni, nell’andare negli spazi e becca sempre la porta. Per me è il giocatore più determinante della propria squadra, come Di Vaio per la nostra o Ibrahimovic per l’Inter”.

La pioggia annunciata potrebbe avvantaggiare il Bologna?
“Il campo è lo stesso per noi e per loro. Di solito il campo pesante rende più complicato il compito a chi deve fare la partita e attaccare, quindi potrebbe essere un vantaggio per noi dato che di solito loro partono forte. Ma anche noi dovremo attaccare sullo stesso terreno di gioco”.

Che le manca?
“Oltre a Volpi e Castellini, anche Marazzina e Paonessa, che si sono fermati oggi. Paonessa avrebbe giocato: mi spiace molto per lui, mi piaceva l’idea di provarlo a Genova. Resta a casa anche Lavecchia, che da qualche giorno lavora con noi ma si vede che è stato fuori un mese. Adailton invece lo portiamo, poi vediamo come sta”.

Paonessa avrebbe giocato, ma la chance per gli altri attaccanti, Di Vaio a parte, non è ancora arrivata: si può iniziare a parlare di bocciatura per qualcuno?
“Non credo che nessuno possa pensare di essere bocciato e il caso di Paonessa lo dimostra: semplicemente, preparo la partita vedendo i giocatori avversari e i miei. Ci sono sei o sette titolari che giocano di più, ma gli altri sono tutti intercambiabili. Quanto agli attaccanti, ho una squadra che penso possa giocare con una punta, per ora, e non posso togliere Di Vaio, almeno per adesso. Posso capire se uno non è contento, ma in settimana si deve comunque allenare sempre bene: è il suo lavoro, come il mio quello di fare delle scelte, quindi deve tenere duro, perché l’occasione capiterà. Io faccio le mie scelte: se vogliono capire le capiscono, se non vogliono capirle non è un problema mio. Ma sinora non ho nulla di rimproverare ai ragazzi”.

Lei quando era alla Sampdoria ha giocato qualche derby contro il Genoa?
“Sì ed è sempre stato un evento, indipendentemente dal risultato. Ricordo le sfide con Skhuravy e Aguilera e quelle più recenti con Montella. A Genova il derby è sempre spettacolare, anche per merito delle tifoserie”.

Firmerebbe per fare tre punti tra domani e la prossima partita a Reggio Calabria?
“Devo fare tre punti per forza: due non mi basterebbero. Pur di non fare un altro pareggio, entro io in campo e faccio un’autorete! Posso capire che anche non perdere fa morale, però quando vinci è meglio: preferisco perderne e vincerne qualcuna in più anziché pareggiare sempre”.

Quanti punti vorrebbe avere alla fine del girone d’andata?
“Tra i 18 e i 20”.

Categoria: Basket
 

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