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Mister, che accoglienza si aspetterà domani all’Olimpico dai tifosi della Lazio?
“Sono abituato a tutto e con quasi tutte le tifoserie delle squadre in cui ho giocato c’è stato un amore-odio. Non mi preoccupo mai di queste cose: i fischi possono capitare e, come dico sempre, la cosa peggiore è l’indifferenza, perché, che ti fischino o ti applaudano, in ogni caso significa che hai provocato dei sentimenti e questo è l’importante. Con i tifosi della Lazio è andata bene sino a un certo punto, poi c’è stata qualche incomprensione e il rapporto si è incrinato, ma io non mi sono mai tirato indietro e questo è stato percepito se è vero che, dopo aver sbagliato un rigore all’ultimo minuto di un derby con la Roma (si era sull’1-1 e me lo parò Antonioli), si alzarono in piedi e mi applaudirono: da lì le cose sono nuovamente cambiate, questa volta in positivo. Io sono uno che dà tutto per la propria squadra e va avanti per la propria strada”.

Del resto, con quella Lazio vinse tutto.
“Vincemmo tutto, ma poco. Buttammo anche via uno scudetto, quando ci rimontò il Milan: assieme al Parma eravamo noi i più forti quell’anno (Salas unica punta, Nedved e Conceicao sulle fasce, Veron, Almeyda e Simeone al centro, io e Nesta in difesa con Negro e Pancaro terzini), ma quando ce ne siamo convinti era ormai tardi. L’anno successivo, pur meritandolo di meno ed avendo trovato qualche difficoltà lungo il cammino, vincemmo invece lo scudetto, superando la Juventus all’ultima giornata”.

Il suo Bologna di oggi si stupisce di fare bene: lo pensa anche lei?
“Sicuramente abbiamo raccolto molto meno di quanto avremmo meritato, per quello che abbiamo fatto vedere sul campo, in queste ultime tre partite. Ma se abbiamo preso solo un punto, tra Udinese, Napoli e Inter, ci sarà un motivo: non possiamo attaccarci solo alla sfortuna, perché la fortuna bisogna anche meritarla. Dobbiamo essere più convinti di quello che facciamo, più cattivi e concentrati: dopo tre partite giocate bene raccogliendo così poco, adesso è l’ora di prendere i tre punti, anche se a Roma contro la Lazio non sarà facile. Ognuno dovrà dare di più, prendere più responsabilità, essere più cattivo, determinato, concentrato e convinto nei propri mezzi. Abbiamo già dimostrato che, se stiamo bene e siamo concentrati, possiamo giocare alla parti con tutti: non vedo perché non possiamo vincere a Roma contro la Lazio”.

Il 4-5-1 delle ultime gare è un assetto definitivo, quello che le dà più garanzie?
“Dipende. Ogni partita la preparo vedendo dove le altre squadre hanno i punti forti e deboli, dove dobbiamo essere bravi a difenderci e ad attaccare, e considerando quali giocatori ho a disposizione. Per domani abbiamo provato diverse cose: vedremo quali scelte fare. Sicuramente sarà un Bologna combattivo, che difende e attacca con tanti uomini”.

Ha anche tanti ex laziali con più di un motivo per fare bene all’Olimpico.
“Mi aspetto una partita importante da parte di tutti, non solo di quelli che hanno giocato nella Lazio. Voglio vedere una grande gara, con tanta aggressività, cattiveria, concentrazione per tutta la partita, e senza fare certi sbagli che a volte commettiamo: in questo modo si può vincere. Ho bisogno di tutta la squadra: tutti quelli che giocano e che subentrano dovranno dare il massimo. Forse quelli che hanno giocato nella Lazio avranno qualche motivazione in più, ma non credo sia questo l’ago della bilancia”.

Categoria: Calcio
 

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