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Mister, la Roma viene da una brutta sconfitta interna e domani avrà diversi assenti.
“Però hanno recuperato quasi tutti: mancano Juan e Vucinic, ma rientra Totti e comunque hanno giocatori di alto livello. Molti di questi sono dei nazionali e hanno giocato anche novanta minuti mercoledì, gli azzurri con un uomo in meno contro l’Irlanda, quindi hanno speso tanto, ma sono abituati a giocare a questi ritmi. Quella dell’Olimpico contro la Juventus era una Roma danneggiata da squalifiche ed infortuni ed ha preso quattro gol (come noi a Torino): la differenza la fanno i giocatori e se mancano Pizarro, De Rossi e Totti diventa una Roma più alla portata. Ma non bisogna fasciarsi la testa: vedendo come si sono allenati i ragazzi in settimana sono molto fiducioso, alla Roma servono punti per andare in Champions League, a noi per salvarci, quindi sarà una partita difficile e combattuta”.

In settimana ci sono stati diversi contrattempi fisici: come stanno i suoi giocatori?
“Marchini, Britos e Valiani non hanno recuperato, Cesar si è fermato: mi dispiace perché sapevo quello che poteva dare, avrebbe potuto farci fare il salto di qualità ma ha avuto troppi acciacchi, lui che in passato non aveva mai sofferto di problemi muscolari. Amoroso ha avuto un piccolo problema ma lo porto e vediamo come sta domani. Gli altri stanno bene, anche Di Vaio. A noi servono giocatori sani: chi parte dall’inizio e chi subentra dalla panchina deve dare il massimo. Domani dovrà essere un Bologna compatto, grintoso, determinato, che sa quello che vuole fare e ottenere, in fase difensiva e offensiva: dobbiamo proporci e cercare di fare male in avanti, senza aver paura di rischiare la giocata”.

Secondo lei è più grande la fame da Champions o quella da salvezza?
“In ogni caso è una lotta, in un caso per un traguardo prestigioso (la Champions o lo scudetto) e nell’altro per non retrocedere. Ma per noi la salvezza vale come per un’altra squadra vincere lo scudetto: il nostro scudetto è la salvezza. Sono obiettivi diversi, ma in ogni caso conta raggiungere l’obiettivo”.

C’è il rischio che domani la squadra pensi che la partita della sia vita quella della settimana dopo, in casa contro il Siena?
“E perché? Dopo quella col Siena ce ne saranno altre sette e sono convinto che in queste ultime nove giornate, se all’andata abbiamo fatto 13 punti, faremo qualche pareggio in meno e qualche vittoria in più e questo ci permetterà di salvarci. La più importante è sempre e comunque quella che vai a giocare: in settimana abbiamo parlato solo della Roma, non del Siena né di altre squadre, e tutti pensano unicamente alla Roma, quindi questo rischio non esiste”.

Potrebbe essere il momento di Lavecchia?
“Ultimamente si è allenato bene e anche nell’amichevole di sabato scorso è stato uno dei migliori. Lavecchia è un ragazzo generoso, salta l’uomo, crossa bene e in questo momento ci può dare qualcosa in più: lo porto, poi vediamo se gioca o no. Poteva trovare spazio anche prima ma spesso si fermava per qualche acciacco quando avevo intenzione di metterlo dentro e quindi sceglievo gente che stava meglio fisicamente; il fatto che si sia sempre allenato senza dire una parola, nonostante non abbia mai giocato, gli fa onore”.

Categoria: Basket
 

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