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Magari esteticamente è meno affascinante, ma come patriottismo Ettore Messina supera Carla Bruni. Si mescolano ancora gli ingredienti Italia e Francia. Un pizzico di sport, un finale ancora da scrivere, l’orgoglio di essere italiano. Storie di basket che sono la prefazione dei ripescaggi di basket che il prossimo agosto assegneranno l’ultimo posto disponibile per gli Europei 2009.
Il presidente della Federbasket francese, Yvan Manini, in merito alla possibilità di vedere Messina sulla panchina transalpina, ha dichiarato tra la sorpresa generale: «L’ho chiamato al telefono per proporgli la guida della nostra Nazionale e mi ha detto che la cosa gli interessava. Tuttavia non poteva mettere a repentaglio la sua carriera di coach in Eurolega, se come sembra la prossima stagione andrà al Barcellona. Perché in Spagna non permettono che un allenatore di club sia anche et di una Nazionale. In più, mi ha detto che non vuole passare per traditore», considerato che la Francia affronterà proprio l’Italia nei ripescaggi per Euro 2009.
Messina, il coach più ambito della pallacanestro europea, passerebbe dunque da una panchina prestigiosa, come quella del club più ricco d’Europa del Cska Mosca, all’altrettanto importante panca del Barcellona. Comunque vada, cadrebbe in piedi. Ed è qui che scatta qualcosa che contraddistingue Ettore Messina, oltre alle indubbie capacità tecniche e la voglia di accettare sfide complicate. Il coach, infatti, informato delle esternazioni del presidente francese, ha tagliato la testa al toro alla sua maniera: «Rispetto all’ipotesi di Barcellona, posso dire che non sono ancora in grado di dire quello che farò a fine stagione. La certezza è che ho rifiutato la Nazionale francese ma non per la problematica regolamentare, bensì perché mai e poi mai tradirei il mio Paese. Giocheremo contro la Francia una partita che significa ”vita o morte” per tutto il movimento del basket italiano. Non allenerei mai una squadra che può decidere in negativo il destino della mia nazione».
La questione però diventa ancora più interessante. Perché il vero obiettivo di Ettore Messina in realtà sarebbe un altro: diventare il ct dell’Italia. Sì, colui che potrebbe guidare Azzurra è proprio l’allenatore corteggiato dai francesi, dagli spagnoli e dai russi. Non è una questione di soldi. Fosse per quello, la Federazione Italiana nemmeno si sognerebbe di entrare in competizione con colossi insuperabili dal punto di vista economico. Messina la scelta professionale l’ha già fatta. Ha messo il cuore, il suo amore per il Paese dove è nato, e pure quello di padre di famiglia che vuole una crescita scolastica italiana per i suoi figli. E allora adesso la palla passa alla nostra Federazione. Perché l’unica condizione posta da Messina riguarda un contratto ad hoc. Sostanzialmente il tecnico chiede, in caso di mancata qualificazione alla fase finale degli Europei, di essere liberato seduta stante dal ruolo di ct azzurro. Una richiesta logica per chi ama il suo lavoro e prova a prestare la sua grande professionalità al movimento cestistico che lo ha partorito.
L’attuale ct Carlo Recalcati ha già fatto sapere che accetterebbe il ruolo di supervisore delle Nazionali italiane e cederebbe dunque la sua panchina. Tocca alla Federazione accettare la proposta formulata da Ettore Messina. E non pare una cosa particolarmente complicata.

Categoria: Basket
 

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