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Sarebbero piaciuti tanto anche a lui, questi Crabs meravigliosi. Corrado Sberlati sarebbe stato fiero, di vedere una squadra che domina dal primo all’ultimo istante la capolista corazzata, tenendola sempre sotto grazie alla grinta e alla voglia di un gruppo che è sempre più diretto magistralmente dal duo Scarone – Goss. Con un McCray nullo, Sacco suona la sua nona sinfonia (su 13, è ruolino da promozione) perché questa squadra non guarda in faccia a nessuno, non è figlia di nessuno, non ha paura di nessuno. Nemmeno di sognare, probabilmente.
Asciugate le lacrime dopo l’ultimo tributo a Corrado Sberlati, si comincia sul serio, tutti tranne Niccolò Martinoni, che tira due air ball consecutivi mentre la Coopsette cerca con ansia una transizione che c’è e non c’è.
Quando c’è ne arrivano due (Rinaldi, Goss), e anche tre (Scarone), quando però non c’è è palla persa sistemica, con conseguente ripresa varesina: non che la Cimberio faccia chissà cosa, molle e un po’ sonnolenta nei tentativi ripetitivi di pick & roll Childress – Galanda.
Per il momento al Pilla basta un po’ di Lauwers (16-14 al 9’), ma quando German si arma e porge le munizioni a Kesicki (6 punti nei primi 10’), si capisce che l’inerzia è abbastanza biancorossa.
Rimini la cavalca un po’ a singhiozzo, ma basta e avanza per il break (24-14 all’11, sull’asse Scarone – Goss), mentre Pillastrini manda in campo tutti i suoi bimbi, compreso il meno giovane Genovese, “minority report” del momento con due triple che rimettono il tutto sui binari di un falso equilibrio (27-22 al 14’) perché Rimini corre e Varese cammina.
Sacco, in pieno Ticchi style, butta dentro lo strano trio Gurini – Pinton – Moreno, coi tre tenori a riposarsi mani e piedi accanto a lui: la scelta paga dividendi insperati, perché i giri dietro si alzano eccome (solo Galanda ci prende, mentre Childress ancora non si vede), e tra un confetto di Rinaldi e un avventura del Guro, la Coopsette riprende di nuovo la scia buona. Pinton festeggia col 105 il nuovo + 9 (36-27 al 18’), e quando anche Gurini fa “gol” (1/6 da tre, però), siamo al massimo vantaggio Crabs, un 43-32 griffato anche Yankiel Moreno, garretti buoni per scippare e correre a testa alta in mezzo ai fenomeni.
La Cimberio è felice e baciata, col suo meno 11 nonostante il 55-29 pro Crabs in valutazione, tanto che appena si sveglia baby Martinoni, il Pilla ridacchia qualcosa coi suoi a uno sputo (52-46 al 25’): Sacco non ha nulla da McCray, lento, impacciato e involuto, e allora va di nuovo con Gurini, lasciando che il “battezzato” Kesicki faccia tutto quello che C-Mac non fa. E’ il polacco, a riportare il sorriso nelle chele dei Granchi (71-61), prima che la questione diventi un lungo e spossante stillicidio di liberi tra Galanda e Goss, con rimando delle decisioni agli ultimi palpitanti dieci minuti, visto che al 5-0 Gergati – Martinoni, risponde il 4-0 Scarone – Goss (67-58 al 30’).
Sacco se la gioca con Pinton e De Pol (Zanus 4 falli in 2 secondi, più o meno), i due ringraziano con le due comete del pandemonio globale: sul 73-60 e con Childress bello che finito (in panca, non entrerà più), il Pilla gioca l’ultima alchimia, una zona 3-2 con Cotani davanti e il duo Antonelli – Martinoni dietro.
La mossa sortisce qualcosa, perché McCray, rimesso da Sacco sul legno, non ha la benché minima idea di cosa fare: Rimini si impantana, Varese resta in vita grazie ad Antonelli (73-66 al 35’). Quando il gioco si fa duro, però, i duri vincono le partite: chiedete a Phil Goss, in proposito. E’ lui, che spezza la capolista sotto tre siluri di rara difficoltà: il terzo “dice” game, set and match, perché sull’84-71 a 90” dalla fine il 105 si rassicura, guardando verso il cielo e pensando che i sogni son desideri. Anche Corrado, da lassù, la penserebbe così, grazie a questi fantastici Granchi.

Categoria: Basket
 

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