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Questa mattina una pagina intera del quotidiano La Repubblica riporta una serie di articoli dei quali è facilmente intuibile il senso. Il calcio costa troppo e se il menarini non riusciranno a costruire il nuovo stadio con annessi centri commerciali, villette e parco tematico sullo sport, non potranno che mettere in vendita il Bologna visto che il monte stipendi annui costa la bellezza di 25 milioni di euro e l’amministratore delegato Renzo Menarini non ha nessuno volontà di mettere a repentaglio il patrimonio famigliare per fare felici giocatori, tecnici e tifosi. Anzi, forse, la priorità è quella di vendere la società ancora prima di farsi del male e di rischiare una retrocessione che in termini patrimoniali sarebbe un salasso.
Peccato che ieri sera alla festa del club rossoblù di Anzola le parole ai tifosi del patron siano state di uno stampo ben diverso. Amichevole, passionale, persona che dalle parole dispensava certezze e affidabilità. Avrebbe potuto dire ci piacerebbe ma non possiamo, ed invece ha rassicurato i tifosi sulla proprietà, li ha spronati a seguire la squadra e li ha rassicurati che si sta facendo di tutto per tutelare i tifosi anche nelle trasferte visto che a Napoli non potranno andare per motivi di ordine pubblico. Ed inoltre che la società ha fatto e farà di tutto per far rimanere il Bologna nella massima serie specie in vista del centenario che sarà celebrato il prossimo ottobre. Un impegno preso davanti a 160 persone che hanno pensato alla fortuna di essere nelle mani di un bolognese che ama la sua squadra e la sua città, che non avrà i soldi di Berlusconi o Moratti ma che difficilmente potrà tradirli.

Categoria: Basket
 

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