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LA GRANDE speranza del basket italiano. Il possibile erede di Bargnani e Gallinari. Il bambino d’oro della pallacanestro reggiana. Negli ultimi mesi le definizioni su Nicolò Melli si sono sprecate, e moltiplicate le attenzioni su di lui, da parte di vari club italiani ed europei. Ma il diciassettenne biancorosso, appena tornato a Reggio dagli Stati Uniti, continua a tenere i piedi ben piantati a terra confermando inoltre, anche di fronte a eventuali lusinghe dell’ultima ora, la sua volontà, per il campionato 2008/2009, di restare in maglia Trenkwalder.
Melli, come sono andate le vacanze estive?
“Io non le chiamerei vacanze. Dopo gli europei juniores con la maglia della Nazionale e l’Adidas Camp a Dallas, in Texas, sono tornato a casa ed è già ora di ricominciare la preparazione. Comunque non mi lamento, tutte esperienze molto utili”.
Anche se la parentesi azzurra non è andata benissimo…
“Sono d’accordo. L’undicesimo posto finale non soddisfa la squadra e anche a livello personale sono consapevole di avere disputato un europeo così-così. E’ stato però molto importante confrontarsi con pari ruolo e pari età di livello continentale”.
E la trasferta americana?
“E’ stato più faticoso il viaggio di tutto il resto. Ho badato soprattutto a preservarmi in vista della prossima stagione. Visto che ero anche abbastanza stanco”.
Di questa stanchezza sembra abbia risentito pure il fisico…
“Sì, c’è un’infiammazione tendinea al ginocchio sinistro, valuteremo cosa fare durante il ritiro, però non mi dà grande fastidio”.
I prossimi mesi saranno decisivi per la sua carriera. Sarà titolare e ci si attende molto da lei.
“Ne sono consapevole, ma il posto in quintetto me lo devo ancora conquistare sul campo”.
Tuttavia in tanti parlano di lei come l’elemento che può spingere la Trenkwalder verso la serie A, per tacere dell’asta scatenatasi intorno al suo nome. Non è un peso troppo grande per un ragazzo di 17 anni?
“Io la vedo come una grande responsabilità, ma non me ne sento schiacciato. Dicono che posso far compiere il salto di qualità alla squadra. Beh, facciamolo allora, ’sto salto di qualità. Mi fa piacere se si pensa questo, perché vuol dire che in tanti credono in me. Ma io devo ancora dimostrare tutto. Il punto non è valere 100, 300 mila o un milione di euro, ma quello che si fa sul parquet”.
Tante offerte ma lei quest’anno non si muove da Reggio, vero?
“Assolutamente. Io gioco qua. Lo assicuro non al 100%, ma al 300%”. Sa, pare che ci sia chi ancora insiste per ingaggiarla: magari un’offertona all’ultim’ora…
“Guardate, io ho ancora la scuola da
finire, qui c’è la mia casa e la mia città. Queste cose non si decidono a metà agosto, ma prima, quindi…”. Cosa pensa della nuova squadra biancorossa e della Legadue che va a cominciare?
“Credo che la società abbia allestito un’ottima formazione. Per dire, un reparto regia come il nostro non ce l’ha nessuno e considero la permanenza di “Lupo” Carra un valore aggiunto. Certamente sarà un campionato tostissimo, Varese, la Juve del basket, non vorrà certo rimanere in Legadue, anche Casale si è rinforzata tantissimo, per non parlare di Venezia e Brindisi. Pronostici non ne faccio, ma diremo la nostra”.

Categoria: Basket
 

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