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Rimbombano ancora nell’aria, i fendenti coi quali German Scarone ha esorcizzato Livorno regalando una Befana felicissima ai Granchi corsari di questa strana LegaDue. Solo 6 giorni dopo, la sagoma dell’Harem Scafati si appresta a stagliarsi nel freddo catino del 105 Stadium (domani, diretta tv su Rai Sport Più dalle 20.45), coi Crabs Rimini di fronte a una doppia maledizione da sfatare. In primis, un fattore campo che fin qui è stato molto ostico (2-5 il record attuale, contro il 4-3 on the road), e poi la diretta televisiva, visto che, dopo il successo su Casale nel playoff del maggio 2007, sono arrivate ben 7 ko consecutivi, roba da guinnes o giù di li.
Regia La realtà parla di una squadra molto strana, capace di strapazzare Varese e Jesi e di buscarle, in casa, da Venezia e Pavia, contro la quale il team di Gramenzi ha perso il battesimo del 2009 ai supplementari.
La regia, forse, è l’unico reparto dove i Crabs paiono avere, sulla carta, qualcosa in più: il veterano 36enne Leonardo Busca offre garanzie ma quando il ritmo sale tende a perdere la trebisonda (4.7 punti, 3.1 rimbalzi e 3 assist in 28.6’). A rilevarlo c’è il giovane napoletano Carlo Cantone (2.9 punti), 23 anni e, forse, il desiderio di giocare di più visto che la rifondazione è partita da lui e da Joel Salvi, unici confermati dell’anno scorso. Qui Scarone, Goss e Pinton devono pressare all’inverosimile: il lavoro più importante sarà dietro.
Esterni Esperienza, fisicità e voglia di spaccare il mondo. C’è un po’ di tutto, nel reparto di guardie titolare dell’Harem, squadra difficile da leggere perché atipica e con pochi riferimenti dopo l’addio al pivottone Sneed e l’avvento dell’ala Davison. Michael Lenzly, una vita nell’Europa minore, è un difensore tosto col vizio della tripla devastante (11.6 a serata, e il 40% da tre più 4.6 rimbalzi), difficile da tenere per Goss, visto che fisicamente “dotato”.
Il puntero designato, in teoria, sarebbe però Ronald “Boo” Davis, 26enne ex Pistoia. Fisicamente straripante, corre e difende molto bene, mentre la mano è più morbida da fuori che in avvicinamento (20.6 punti, 42.5% da tre, 5.3 rimbalzi e 3.2 perse): il duello con McCray sarà bello e decisivo. Scafati ha la terza miglior percentuale da tre punti del campionato, ma, dato curioso, è quella che recupera meno palloni del lotto (14.9). Dalla panca, Gramenzi pesca l’italo albanese Ndoja (8.6 punti in 21’) e l’italianissimo Walter Santarossa (3.7 in 14.5’): gente tosta, capace di far male e di leggere bene le difese. Si dovrà evitare di ingolosirsi, lavorando ancora meglio sulla circolazione di palla.
Lunghi Ci siamo, la chiave sta qui. Perché andare a capire chi Giancarlo Sacco piazzerà sulle orme di Bennet Davison è difficile, molto difficile: l’ex Virtus, arrivato da 5 turni, è attaccante di razza (12.8, il 60% da due, 4.8 rimbalzi) e per Kesicki sarà molto difficile tenerne il passo. Roba che sembra fatta apposta per Sandro De Pol, mentre Joel Salvi, capitano e simbolo di Scafati, è di fatto il pilone su cui reggi tutto l’impianto di Gramenzi (14.4 punti, 58.7% da due e 42.6% da tre, 7.9 rimbalzi). Pane per Tommy Rinaldi, anche se non si tratta del solito “bisonte”, ma di un marpione con soluzioni di tutti i tipi nelle mani. L’ex Jesi Eliantonio (4.2 punti in 11.6’) cambia entrambi i lunghi: controllo dei rimbalzi, solito discorso. E attenzione agli accoppiamenti.

Categoria: Basket
 

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