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Chiamatelo Cyber-bullismo, chiamatela ribellione giovanile, resta il fatto che i 250 ragazzini per lo più minorenni che si danno appuntamento sul web per darsele di santa ragione nel centralissimo parco pubblico cittadino continuano a destare sgomento sotto le Due Torri. Oggi sulla maxirissa che venerdì pomeriggio ha visto schierate ai Giardini Margherita le due fazioni “BoloBene” e “BoloFeccia” – questi i nomi che si sono scelte le due bande rivali – si è espresso colui che dei giovani della generazione dopo rappresenta l’autorità, il Rettore dell’Università Ivano Dionigi. “Gli adolescenti che hanno dato vita alla maxi-rissa ai Giardini sono le vittime di una subcultura: dal videoanalfabetismo nasce l’ignoranza, dall’ignoranza nasce la violenza e la volgarità. Si va all’infraumano e al subumano”. Parola di Dionigi, che parla di un episodio che “dovrebbe preoccupare tanti: me come rettore, prima di tutto. Ma anche studenti, genitori, tutti gli educatori, tutta la società e i politici”. E conclude: “Che una cosa del genere poi capiti ai Giardini Margherita, a Bologna, mi dà da pensare e mi preoccupa”.
Anche Merola si dice preoccupato. Già alla Festa dell’Unità aveva bacchettato i genitori dei 250 adolescenti, parlando di “Episodio da non sottovalutare, visto che non si è trattato solo di ragazzini, ma anche di maggiorenni – ribatte il sindaco, allibito che quando Carabinieri e Polizia li hanno riportati ai genitori, questi hanno risposto ‘occupatevi di loro con tutti i problemi che abbiamo”. Merola ha ribadito di essere in contatto con la Procura per cercare di attivare una rete di prevenzione. Intanto è stato aperto un fascicolo, al momento contro ignoti. L’inchiesta ipotizza i reati di rissa aggravata e istigazione a delinquere. Per i ragazzi che hanno scatenato la maxi-rissa, ma anche per i loro genitori, il Comune di Bologna è pronto a mettere in campo i propri assistenti sociali con “percorsi mirati” insieme all’Azienda Usl.

Categoria: Cronaca
 

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