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Franco Marcelletti, con quale stato d’animo è tornato a casa da Pistoia domenica notte?
«Buono. Ho visto la mia squadra giocare due partite molto diverse tra di loro ma con una caratteristica comune».
Quale?
«Ho ammirato una Trenkwalder che sta diventando squadra. Ci stiamo unendo e compattando. Siamo in quella fase in cui la costruzione prende forma».
Come mai due volti così diversi nel giro di sole 24 ore?
«Perché abbiamo bisogno di conoscerci meglio. E, infatti, il match perso con Livorno è stato utile. Ci ha fatto capire alcune cose. Con Sassari, poche ore dopo, abbiamo mostrato maggiore continuità».
Sia sincero: dopo il match di Livorno un pochino si era preoccupato…
«No, preoccupato no. Però il crollo del terzo quarto, quando abbiamo realizzato solo 6 punti in 10 minuti, non mi era piaciuto per niente. E’ anche vero che loro avevano tre pivot come Bagnoli, Foiera e Ostler che per noi, in questo momento, rappresentano uno scoglio quasi insormontabile. Sassari è una squadra più piccola e questo, in parte, ci ha aiutati. D’altronde, ragazzi, giocare senza i tre pivot titolari non è facile. Non riesci a sviluppare il gioco, la manovra diventa frammentaria e, alla fine, tutto questo si paga. Posso farvi un paragone sui problemi che dobbiamo superare?».
Certo…
«Beh, noi siamo un po’ come una mano con due dita ingessate: provate, in quelle condizioni, a compiere i gesti di tutti i giorni e capirete le nostre difficoltà…»
Nel prossimo torneo di Imola rientrerà Heinrich…
«Sì, meno male: speriamo che possa giocare a lungo perché, così, finalmente la squadra potrà avere dei punti di riferimento».
E Melli?
«Eh, quello – continua un po’ preoccupato Marcelletti (nella foto) – è il nostro rebus. Nelle prossime ore avrà un altro consulto e speriamo che gli diano il via libera per cominciare gli allenamenti, altrimenti per noi diventa un guaio grosso. La squadra era stata costruita pensando a lui. Heinrich e Smith li abbiamo presi proprio in funzione di poter lanciare Melli da titolare».
Se Nicolò non ce la fa, tornerete sul mercato?
«Sul mercato, lo sapete, siamo sempre attivi ma il 15 settembre è difficile trovare un giocatore di qualità ancora libero».
Coach, ci consoli: ci dica qual è la cosa più positiva che ha visto a Pistoia.
«Beh, c’è un aspetto che, in effetti, mi ha fatto molto piacere: lo spirito da combattenti che ho visto in tutta la squadra. I ragazzi cominciano a capire che in LegaDue le partite non si vincono solo con la tecnica, ma, soprattutto, con la voglia di lottare».
L’impressione è che Fultz e Smith stiano crescendo…
«Sì, è così. E pure Carra sta dando risposte importanti. Si tratta di tre atleti che, in pratica, non conoscevano la LegaDue. Almeno per come bisogna affrontarla adesso. Ora si stanno adattando e stanno comprendendo come devono giocare. Ci vuole, lo ribadisco, meno tecnica e più cattiveria. Inutile nasconderlo: qui ci si picchia di più».

Categoria: Basket
 

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