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Sono gli stivaletti e il cappotto tre quarti di Cesarin Robert Tivadar, conosciuto sotto alle Due Torri come ‘il palpeggiatore di Bologna’, il giovane romeno di 26 anni arrestato a Copenaghen perché ritenuto il responsabile di due aggressioni a giovani donne avvenute sabato 11 gennaio. Ormai siamo all’epilogo di questa vicenda di cronaca che ha tenuto sulle spine la città: il maniaco seriale, il biondo dall’accento inglese che veste elegante e pedina le sue vittime tra il venerdì notte e l’alba del sabato. Una storia di cronaca che è uscita dai confini bolognesi per arrivare alle pagine di quotidiani nazionali e telegiornali, che ha imperversato sul web e che su Facebook ha intrattenuto i più giovani con irriverenti identikit del famigerato maniaco nelle pose e nelle caricature più astruse. E queste sono le ultime immagini che la Questura ha divulgato: stivaletti e cappotto ritrovati a casa della madre di Tivadar, in zona Barca, quegli indumenti descritti dalle vittime nei vari identikit. Manca la sciarpa bianca che il giovane indossava la notte delle aggressioni, immortalata in questi fotogrammi presi dalle telecamere di sicurezza mentre Tivadar pedina prima una e poi l’altra ragazza. La madre del romeno ha riconosciuto il suo Cesarin proprio in questi fotogrammi, di fatto confermando il riconoscimento. E nel vedere la sciarpa bianca è scoppiata in lacrime davanti agli inquirenti: “Quella sciarpa l’ho fatta io, è lunga e ha la frangia. L’ho fatta con le mie mani per mio figlio” ha detto la donna, spiegando che probabilmente il ragazzo l’ha portata in Danimarca dove fa molto freddo, assieme a capi più pesanti rispetto al trench e agli stivaletti. A Copenaghen Tivadar frequenta un master universitario e condivide un appartamento con due studenti. Laureato in turismo in Romania, aveva conseguito un altro master a Londra. Ma nonostante l’incredulità della mamma e degli amici, come spiegato dal procuratore aggiunto Walter Giovannini, a testimoniare la presenza di Tivadar nei luoghi e agli orari delle aggressioni è anche la scheda del suo telefono, rilevata dalle celle telefoniche, oltre al riconoscimento delle fotografie del giovane su Facebook da parte delle ragazze aggredite.
rtmp://telecentro.meway.tv:80/telecentro_vod/rvm_tg_maniaco_epilogo_20140203.mp4

Categoria: Cronaca
 

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