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Lui c’era, ed è rimasto uno dei pochissimi. Proprio per questo, chiacchierando con Stefano Mancinelli il giorno prima della sfida col Valencia non si può che partire da “The Shot”, il tiro-scudetto di Ruben Douglas atteso domani sera al primissimo ritorno da avversario al PalaDozza. “E’ davvero bello ritrovarlo, Ruben è un super indiscusso! Ma in realtà non ci siamo mai persi, rimanendo in contatto attraverso internet, ed anche se è la prima volta che qui da giocatore, a Bologna è tornato più volte, di sicuro si è affezionato alla città e alla nostra gente. Com’è Ruben? Esattamente come appare, sempre sorridente sia in campo che fuori. Sempre pronto a scherzare, ma quando poi si gioca è uno che sa fare tutto. E, a proposito, nelle interminabili sfide a fine allenamento inventandosi i tiri più strani, lui spesso e volentieri la metteva da circa nove o dieci metri, saltando altissimo in sospensione, insomma ‘quel tiro’ che poi ci ha dato lo scudetto…”. Cosa ricordi in particolare di quei momenti? “Sensazioni incredibili… Ero sicuro che il tiro fosse buono, ma fino a quando non ho visto Paternicò alzare le braccia al cielo indicando la tripla, ho temuto il peggio. Davvero un tiro da instant replay, e la gioia che ne è seguita è stata immensa e ci ha accompagnato da Milano a Bologna”. Domani sera, c’è il Pamesa Valencia. “E anche Ruben diventerà un avversario, per poi ritrovarci insieme alla fine, grandi amici come sempre. E se lo batto gli offro pure la cena”. Come vedi questa Fortitudo? “Il gruppo si sta consolidando, adesso dobbiamo fare dei passi avanti sul campo, ma sono convinto che la strada sia quella giusta. Peccato solo aver buttato via la partita in Germania, resto convinto che avremmo potuto vincerla se non addirittura controllarla, ci manca ancora la capacità di fare il passo in più e andare fino in fondo, ma ci arriveremo”. Intanto, sono arrivati Gregor e DJ. “Gregor è sempre un super, è stato tra i più forti giocatori d’Europa e ancora oggi si fa sentire eccome, con la sua esperienza ma anche col suo impegno incessante in ogni allenamento. Quei 37 anni non si vedono proprio, e sono convinto che potrà darci tantissimo anche in partita, come ha immediatamente cominciato a fare. In quanto a DJ, sa fare davvero tutto, ed è arrivato qui con l’atteggiamento migliore”.

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