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Soppiantata dalla strapotenza capitolina, ed immersa in una figuraccia casalinga vicina al “quasi senza precedenti”, la Fortitudo prova a voltare pagina. Non è semplice ripartire dopo imbarcate di tali proporzioni, che mettono a nudo i mille malanni di questo gruppo. Da quello più evidente della mancanza di un totem in mezzo all’area, a un manico autoritario in regia ancora assente, per finire con le bizze extra cestistiche di un gruppetto a stelle e strisce, che andrà arginato per non avere conseguenze ben più pesanti. “Mi dispiace perché ci tenevo a vincere la prima in casa dopo l’anno tribolato della scorsa stagione – è l’amarezza di capitan Lamma – Roma è una squadra di alto livello che non ti permette errori. Se li fai li paghi. Se poi cominci lasciandoli giocare a modo loro, si crea un margine che contro una squadra così profonda, diventa difficile recuperare”. I mali per il capitano sono tanti: “In difesa c’è da migliorare, dobbiamo cercare di costruire un’identità di gruppo, e in attacco creare soluzioni di squadra”. La mancanza del centro non può essere un alibi: “Bisogna lavorare con quelli che si è. Siamo una squadra lunga, costruita per ovviare alle assenze”. Mancinelli s’accoda: “Loro sono forti, ma le colpe maggiori sono nostre. Becirovic ci ha massacrato. A Montegranaro ci vorrà la stessa umiltà di Udine, magari con qualche infortunato in meno”.

Categoria: Basket
 

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