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E’ ancora il parmense il territorio più colpito dalla nuova ondata di maltempo che in queste ultime ore non sta risparmiando la nostra regione. Nell’arco di 24 ore il bacino del fiume Taro ha fatto registrare picchi di 160 millimetri di pioggia e già da ieri sera la Protezione civile dell’Emilia-Romagna ha attivato la fase di preallarme per la piena, così come da questa mattina è attiva l’allerta per il fiume Enza. Lo stato di allerta proseguirà per l’Emilia-Romagna fino a domani e la fase di attenzione riguarda possibilità di pioggia e temporali, criticità idrogeologica e idraulica, venti e stato del mare. Il livello del Po, pur in crescita, rimane sotto la soglia di ordinaria criticità, il cui raggiungimento sarebbe previsto nel tratto da Ponte Becca a Piacenza nelle prossime ore. I comuni più a rischio nel parmense sono il capoluogo, Sorbolo, Traversetolo, Mezzani e Montechiarugolo; nel reggiano Brescello, Monchio, Neviano, Palanzano, Canossa, Gattatico, Montecchio, Ramiseto e S.Polo.
Diversi scantinati e una ditta hanno subito allagamenti fra Borgotaro, Berceto e Valmozzola. La notte passata il ponte sul Taro è stato chiuso preventivamente e i residenti sono stati avvisati dalla municipale per adottare le precauzioni previste in caso di esondazione. Monitorati il torrente Parma e il Baganza, che esondò a ottobre, il cui livello sta rimanendo fortunatamente più basso rispetto ai giorni dello straripamento.
Campi allagati, stalle, magazzini e attrezzature invasi dal fango, fieno e mangimi da buttare: il triste bilancio della Coldiretti. L’agricoltura conta i danni di questo ennesimo cambio repentino di clima con le abbondanti precipitazioni che hanno allagato i terreni da tempo aridi per colpa del secco mese di ottobre appena trascorso.

Categoria: Cronaca
 

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