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Come vi anticipavamo già ieri, si è chiusa velocemente la trattativa per portare la guardia Matteo Malaventura in biancoblù. Il giocatore voleva fortemente la Fortitudo, e la F scudata aveva individuato in lui il perfetto cambio per Joseph Forte. E’ ovvio che si tratti di un giocatore ben diverso da Gianluca Basile, la cui duttilità e la cui classe non sono neanche paragonabili a quelle di Malaventura: ma, sfumato Basile, va da se’ che la posizione nel futuro scacchiere biancoblù di Malaventura è, più o meno, quella che interpretava lo scorso anno Janicenoks. E, paragonando, le due situazioni, Malaventura può dare più o meno quello che dava Janicenoks: con la sostanziale differenza che Matteo è italiano e costa meno della metà. Ecco quindi che, vista in quest’ottica, la sua acquisizione da parte del g.m. Zoran Savic diventa a tutti gli effetti un affare decisamente positivo. Sistemata quella casella, l’attenzione si sposta (o, per meglio dire, ritorna) sul ruolo di playmaker, dove nel folto gruppo delle agguerrite concorrenti c’è da ieri anche la Virtus, ormai ufficialmente orfana di quello che era stato il grande colpo dell’estate bianconera, l’arrivo cioè di Bynum. I nomi che girano, non a caso, sono gli stessi: oltre all’italo brasiliano Marcelinho Huertas (la cui telenovela rischia di diventare prolissa e sfiancante come quella di Basile), si parla di Scoonie Penn, in uscita dall’Efes Pilsen, di Bobby Brown (che, attenzione, non è l’omonimo marito di Whitney Houston), e persino di Aaron Miles, il cui arrivo a Bologna (su entrambe le sponde) è favoleggiato ormai da anni. Al punto che viene da chiedersi se sia una persona realmente esistente o solo una figura mitologica, come il minotauro o i ciclopi.

Categoria: Basket
 

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