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Sono giorni tranquillamente frenetici, per il neo-acquisto biancoblù Matteo Malaventura. La frenesia è quella di mettere insieme una nuova squadra, la Fortitudo, negli stessi giorni in cui sua moglie Marianna ha messo al mondo la piccola Alice, che va così a far compagnia al fratellino Niccolò, di tre anni. La tranquillità al tempo stesso è di vivere tutto ciò nella quiete della propria casa marchigiana, assaporando con divertimento la paternità-bis ed intanto pregustando la nuova avventura cestistica. “Mi godo questi momenti, cerco di rilassarmi e riflettere su tutto: non capita spesso in pochi giorni ti succedano così tante cose. In quanto ad Alice, ha aspettato giusto il momento che firmassi per la Fortitudo per decidere di nascere, ha già fatto capire da che parte sta!” Tra tante emozioni, quali si legano in particolar modo al basket? “Mi sento enormemente contento ed orgoglioso che Zoran Savic mi abbia cercato e voluto in Fortitudo, soprattutto mi piace l’idea di un progetto nuovo da far nascere e crescere. Ci sarà una squadra in gran parte nuova, da amalgamare col lavoro quotidiano, ed alla base di tutto però la nostra ambizione sarà quella di riportare la Fortitudo là dove gli ultimi quindici anni l’hanno sempre vista. Ho bene in mente l’atmosfera del PalaDozza, uno dei campi più belli che abbia mai visto e dal calore del pubblico più coinvolgente, entrarci da avversario era a dir poco emozionante, adesso aspetto il momento di poterlo fare con la maglia biancoblù indosso”. Ti si chiederà un mix di esperienza e fiammate… “Credo di averne accumulata parecchia, d’esperienza, ad esempio disputando per due volte l’Eurolega oltre ad avere giocato tanti anni nel Campionato Italiano, facendo praticamente di tutto: a Roseto stavo in campo anche 35 minuti a partita, a Pesaro o Napoli magari mi si chiedevano soprattutto minuti-qualità partendo dalla panchina, spaziando tra compiti offensivi o missioni difensive, arrivando a ricoprire anche tre ruoli. Ora mi sento nel momento culminante, all’apice della mia carriera, il fatto che questo possa accadere venendo in Fortitudo mi rende strafelice”. La telefonata di coach Sakota non ha tardato ad arrivare. “Mi ha dato il benvenuto, mi ha dato subito l’impressione di un allenatore che sa sempre quello che fa: mi ha illustrato un progetto tecnico di grande serietà, un programma da portare avanti senza fretta e su basi di grande concretezza”. Il futuro è tutto da scrivere, quali sono gli highlights che porti con te? “Sono tanti i momenti più belli, da questo mi rendo conto di aver percorso tanta strada. Dalla promozione in A1 conquistata con Biella, con un record di 30 vittorie su 36 e sfiorando addirittura il colpaccio nella finale di Coppa Italia contro la Virtus Bologna, ad una grandissima partita che vincemmo a Barcellona con la Scavolini strappando la qualificazione per le Top 16, alla salvezza conquistata a Roseto, giocando praticamente in sei e sudandoci fino in fondo ogni partita in un girone di ritorno incredibile. Adesso aspetto altri momenti indimenticabili, primo tra tutti quello di vivere il derby. L’ho detto, il culmine della mia carriera per me arriva ora”.

Categoria: Calcio
 

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