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Un cantiere in corso che sta progressivamente ritrovando i pezzi mancanti. Questa è la Trenkwalder, che con pazienza sta vedendo rientrare uno dopo l’altro i giocatori che sono stati costretti ai box. La guardia biancorossa Matteo Maestrello, alla vigilia dell’impegno nel torneo di Imola, si dice fiducioso per i mezzi della squadra: un collettivo che deve ancora correggersi e prendere forma del tutto, ma che quando potrà contare su tutti gli effettivi sarà uno dei team da battere. «Mais» si augura inoltre che la cattiva sorte gli conceda tregua dagli infortuni.
Maestrello, come sta la Trenkwalder?
«E’ una squadra al momento ancora un po’ incerottata ma stiamo recuperando i pezzi. Melli ormai sta per ritornare, Infante è anche lui in dirittura d’arrivo dall’esperienza in nazionale e pure Heinrich sta meglio. In queste prime uscite abbiamo iniziato a capire come sistemarci, ma più passano i giorni e più va meglio».
Come giudica le vostre prime apparizioni?
«Le partite precampionato vanno sempre prese con le pinze, ma direi che la squadra è in crescendo. E’ normale in questo periodo commettere degli errori: ad esempio contro la Fortitudo abbiamo ceduto il terzo quarto agli avversari. Nel torneo di Pistoia invece nella prima partita siamo andati così così, mentre nella seconda ci siamo corretti e abbiamo vinto. L’importante è migliorarsi costantemente e capire dove si sbaglia».
Ancora troppe difficoltà vista l’assenza dei lunghi titolari?
«Questo non deve essere un alibi per noi, perché i giovani della rosa e gli esterni ci stanno dando una grossa mano e si stanno impegnando molto. Penso che il discorso vada fatto più in generale, e direi che la squadra acquisirà soltanto più avanti la sua vera fisionomia. E’ difficile sbilanciarsi adesso, quel che è certo è che abbiamo ancora tanti margini di miglioramento».
Per quanto riguarda il suo ruolo, nello specifico, quali sono le sue considerazioni?
«Dico che siamo in tanti, e che non siamo dipendenti dalle prestazioni di un singolo. Abbiamo un tipo di gioco che porta a sfruttare le caratteristiche di tutti: l’intento deve essere quello di privilegiare il bene della squadra e non quello di un singolo».
Tra le note positive, una buon numero di punti realizzati dalla squadra.
«Disponiamo in effetti di buone soluzioni. La mia intesa con Smith è buona, e la squadra può anche permettersi di giocare con tre piccoli che hanno una buona percentuale realizzativa».
Dal punto di vista personale?
«Mi interessa partire bene, e non avere noie legate ad infortuni. Da questo punto di vista sono soddisfatto di come è andata la preparazione, i test hanno avuto esito positivo e sono migliorato molto».
Infine, quale crede che sarà il valore della squadra nel prossimo campionato?
«E’ presto per poterlo dire, ma una cosa è certa: quella che verrà fuori sarà una squadra quadrata, senza fronzoli, che saprà sempre cosa fare e quanto dare. Se ogni volta rispetteremo questi presupposti, alla fine avremo trarremo un bilancio positivo».

Categoria: Basket
 

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