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“Una regione senza amianto è un obiettivo vero, non un’utopia”. Parla l’assessore regionale alla sanità Carlo Lusenti, nel giorno del convegno organizzato dalla Cgil Emilia-Romagna per la presentazione della piattaforma amianto. Secondo l’assessore dovrebbero essere le Ferrovie dello Stato a pagare per gli operai delle Ogr, le Officine Grandi Riparazioni, ammalati e morti per anni di esposizione al pericoloso materiale. E mentre Lusenti discute a tavolino con i sindacati, al convegno giunge la notizia di un’altra morte causata dall’amianto: dal tavolo dei relatori rendono noto “l’ennesimo decesso di un ex operaio Ogr: si chiamava Enzo”.
Chi deve pagare per tutte queste vittime? “Non è una questione che riguarda un solo datore di lavoro – spiega Lusenti – serve un concorso da parte di chi, inconsapevolmente o no, ha utilizzato l’amianto nelle produzioni. Ovvero deve essere chiamata l’azienda a contribuire per gli indennizzi”.
Dal 2008 al 2012 in Emilia-Romagna sono aumentati i controlli, le bonifiche, dunque le tonnellate di amianto rimosse, si parla di una cifra che oscilla tra le 25.000 e le 74.000 tonnellate. Si pensi solo al terremoto del 2012: nella zona del sisma sono state eliminate 9.000 tonnellate di amianto.
“Servono politiche nazionali e regionali più forti. – continua Lusenti – Il piano nazionale amianto è attualmente bloccato perché non c’è copertura economica”. E se tutto è congelato a livello nazionale, nemmeno l’Emilia-Romagna più avere un suo piano. Ma la Regione non resta con le mani in mano e secondo l’assessore Lusenti va bene monitorare gli esposti all’amianto incrociando i dati Inail e Inps ma soprattutto occorre ridurre l’incidenza della malattia e valutare dunque se non sia meglio investire le risorse per fare degli esami ai lavoratori.

Categoria: Attualità
 

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