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Discese ardite e risalite: aspettatevi questo, dalla Fortitudo 2008-09: il talento di poter fare qualsiasi cosa, i momenti di letargia per dare il calcio al secchio lattemunito, il tutto e il niente. Queste sono le impressioni davanti alla prima uscita bolognese della F, che lascia la vittoria al Barcellona e, ai tifosi, alcuni flash incredibili (i giochi a due tra Woods e Forte) e altre cose rivedibili. Come l’attuale inesistenza sotto canestro, figlia dell’assenza di Barron – e nella speranza che non diventi un secondo caso Nelson – che scopre ancora di più un reparto che, visto l’attuale Achara, sembra davvero aver bisogno di puntelli. Ma, come in ogni gara di precampionato che si rispetti, è ancora difficile dare commenti, specie quando i lavori sono in corso, alcuni giocatori (Mancinelli e Cittadini) appena aggregati alla banda, e altri ancora tutti da scoprire. Gli alti e bassi di Woods, le buone corse di Huertas, la buona volontà non sempre sostenuta da equilibrio di Gordon, la limpidezza a tratti di Slokar: queste le prime impressioni, per il resto si vedrà, quando finalmente si capirà se e quando questo campionato andrà ad iniziare.

La colonna sonora dell’ingresso in campo, in attesa di novità canore, torna ad essere l’antica “Go west”, cover che una dozzina di anni fa regalò ai Pet Shop Boys l’ennesimo successo, e un vitalizio agli allora quasi dimenticati Village People, prima che il revival riportasse anche loro sotto le luci della ribalta. Ugole che si riscaldano durante le prime ruote dell’anno, poi luci che si spengono per la vera e propria presentazione. Il megaschermo diffonde immagini delle migliori azioni del precampionato, poi i cognomi dei giocatori che vengono, first time in this season, urlati contro il cielo. L’applausometro, se le orecchie non tradiscono il vostro scribacchino reduce da 2000 ore di volo e 2000 fusi orari passati, ha l’apice – sorpresa delle sorprese – attorno al nome di Davide Lamma, e un leggero calo al momento di accogliere Earl Barron, ancora in borghese. Tocca poi al Barcellona, con buanza totale per David Andersen, applausi per Lubos Barton ma, soprattutto, la prima volta di Basile da avversario: c’era curiosità, per come sarebbe stato accolto, ma alla fine sono stati solo applausi, mentre il megaschermo faceva passare tanti dei suoi tiri ignoranti (a farli rivedere tutti, forse, si sarebbe fatto tardi) e le feste dei due scudetti, che hanno fatto diventare il Baso l’unico giocatore della F ad averli visti entrambi. Un’estate di parole non cancella 6 anni d’amore, griffa la Fossa, mentre Gil regala a Gianluca la gigantografia del suo bacio alla Coppa del 2005, e la curva lo abbraccia per l’ennesima volta.

Poi, appunto, la partita. Che, come detto, vive delle sinusoidalità di questa Fortitudo, bella quando vuole, impossibile quando la sua versatilità diviene, ahinoi, caos poco organizzato. Si parte con spettacolarità, specie offensiva, quando Huertas apre il gioco galoppando e il duo Woods-Slokar confeziona, davanti ad un Barcellona fatto solo di Andersen, un vantaggio che arriva anche sul 25-15, con un libero di Mancinelli all’alba del secondo quarto. Ma il cielo si annuvola facilmente, quando i cambi non riescono a tenere la stessa intensità, e in area biancoblu, per forza di cose, il Barça fa canestro tutte le volte che vuole. Il parzialone blaugrana permette agli ospiti di sorpassare prima e di semidilagare poi, quando a inizio terzo quarto Ilyasova banchetta e conduce i suoi fino al 41-53. Ma qui non ci si annoia mai, e Qyntello, nei suoi sprazzi di esplosività, si mette sulle spalle i compagni, in particolare Mancinelli e Cittadini, e carica un controbreak che, con un cesto di Gordon, riporta Bologna avanti 61-58. Ci sono gli ups, ci sono i down, e l’ultima curva del destino porta infin il risultato dalle parti catalane, con Barrett a vincere la sfida che lo oppone a Forte, e il 76-81 conclusivo. Applausi per tutti, alla fine.

Fortitudo – Barcellona 76-81

Fortitudo – Huertas 4 (-, 2/2, -), Gordon 10 (-, 2/6, 2/4), Mancinelli 12 (4/6, 4/11, 0/2), Cittadini 11 (-, 4/6, 1/1), Malaventura (-, 0/1, 0/2), Lamma, Slokar 5 (-, 1/1, 1/1), Achara, Forte 8 (2/2, 3/6, 0/4), Woods 26 (6/7, 7/14, 2/6), Borra NE, Zahariev Ne.
Barcellona – Basile (-, 0/1, 0/3), Barrett 15 (6/6, 3/5, 1/1), Trias 2 (-, 1/3, -), Barton 9 (-, 3/3, 1/4), Lakovic 4 (1/2, 0/1, 1/1), Andersen 12 (1/2, 4/5, 1/3), Rey 3 (1/2, 1/1, -), Vazquez 13 (1/2, 6/11, -), Djedovic 3 (-, -, 1/2), Ilyasova 13 (4/4, 3/4, 1/1), Sada 3 (-, 0/1, 1/1), Grimau 4 (2/2, 1/4, 0/1.

Sacrati – E’ stato emozionante rivedere Basile, con cui c’è un buon rapporto al di là delle sue scelte di vita: ricordiamoci sempre cosa ha fatto nei 6 anni in Fortitudo. Tra noi e la gente c’è già un buon feeling, il pubblico crede al nostro cuore e noi cercheremo di farli felici; abbiamo programmato 2-3 anni per il rilancio, stiamo mescolando una squadra di gioventù ed esperienza, puntiamo in alto con il carattere e speriamo di ottenere soddisfazioni. Oggi ho visto una buona squadra, anche se serve amalgama e continui miglioramenti. Barron? E’ una cosa che sta seguendo Savic, ha dei problemi alla caviglia ma per noi resta un giocatore importante; ad avvicendarlo, per ora, non ci pensiamo ancora.

Basile – Ringrazio Savic per la grande festa che ha organizzato, e non mi aspettavo davvero questa accoglienza, non sapendo cosa mi sarebbe capitato. Alla fine è stato veramente emozionante, e mi ha salvato il filmato, altrimenti avrei pianto. La Fortitudo? Una buona squadra, di grande talento, che come tutti i team che si sono rinnovati ha bisogno di tempo per dare il massimo: un po’ di pazienza, e vedremo cosa sarà in grado di fare

Categoria: Basket
 

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