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Il suo idolo è Marco Belinelli. In comune con il campione dei Golden State Warriors ha l’istinto naturale per fare canestro, ma non certo il fisico o il ruolo. A prima vista è impossibile non definirlo come l’erede di Andrea Bargnani o Danilo Gallinari.
Non stiamo parlando di un nuovo giocatore della Benetton, ma del neoacquisto della Fortitudo Bologna: Luca Martignago, classe 1993, pivot di 206 centimetri, residente a Falzè di Trevignano, vicino a Montebelluna. Un baby prodigio di 15 anni sfornato dal settore giovanile del Basket Montebelluna, che dal prossimo 20 agosto si allenerà all’ombra di Stefano Mancinelli e Matteo Malaventura nella Fortitudo Under 17, come elemento di rinforzo a copertura del-l’area colorata. Misurerà se stesso e le proprie potenzialità nel settore giovanile biancoblù diretto dal responsabile tecnico Roberto Breveglieri. Un sogno che diventa realtà per questo giovane quindicenne, che non è nato con la palla a spicchi tra le mani: «Luca ha provato con diversi sport, era diventato addirittura cintura marrone di karate», racconta mamma Claudia.
Poi in quinta elementare l’incontro che ha cambiato la vita di Luca: «Durante un torneo scolastico mi avvicina l’allenatore Francesco Marchesin, che mi propone di andare a giocare a minibasket con il Montebelluna. La mia storia inizia così», racconta Luca, vestito già con la divisa ufficiale fornitagli dalla Fortitudo. Da quel momento la favola di Luca è un susseguirsi di emozioni, di sacrifici e di sforzi per arrivare a coronare quel sogno: «Luca passava tutte le estati con me in palestra ad allenarsi per migliorare. Si vedeva che aveva talento, ed ora è stato premiato » racconta il suo primo allenatore e scopritore, Francesco Marchesin. Un ragazzone di 206 centimetri (uno dei tre in tutta l’Italia cestistica), che sfiora il soffitto con la testa, che porta il 48,5 di piede e pesa già 109 chili.
«Un po’ troppi per la Fortitudo — racconta — mi hanno dato un programma da svolgere con corsa, bicicletta, addominali e flessioni. Ho già perso quattro chili, devo arrivare a 106 per il raduno ». Luca è un giocatore futuribile: il suo allenatore lo descrive come un «lungo atipico, adattabile al gioco, con una mano dolcissima». Ma la vera passione di Luca è il tiro dall’arco dei 6,25: «Mi ispiro a Belinelli, anche se so che come fisico assomiglio di più a Bargnani. Quindi magari potrei provare a diventare come Gallinari, chissà che non riesca ad andare in Nba…», scherza. Per il momento dovrà abituarsi a prendere il treno e stare lontano da mamma e papà, visto che è figlio unico: «Noi speriamo soprattutto che non si monti la testa», dicono mamma Claudia e papà Gianfranco. Ed è proprio il papà ad accompagnarlo negli allenamenti di questi giorni: «Abbiamo fatto sempre tutto assieme, tra un mese avrà un tutore e un preparatore atletico», dice.
E così a distanza di un anno e mezzo si realizzano le profezie del ct della Nazionale Charlie Recalcati, che aveva potuto ammirare Luca con la maglia azzurra della Nazionale Under 16, e ne aveva intuito tutte le potenzialità. Sul giovane montebellunese si sono fiondate tutte le squadre di serie A, anche la Benetton, ma lui ha scelto Bologna: «Lì è come far parte di una grande famiglia. E poi il mio sogno è esordire in serie A fra due anni con la maglia della Fortitudo». E la Benetton? «Mi toccherà sfidarla da avversario ». I biancoverdi ora sono avvisati.

Categoria: Basket
 

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