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Fortitudo 95 Upea 103 Fortitudo Bologna: Huertas 3, Gordon 25, Malaventura 5, Lamma 5, Slokar 1, Forte 2, Woods 34, Achara, Bryan 20. All.: Sakota. Upea Capo d’Orlando: Edney ne, Binetti 14, Diener 23, Ndoja 5, Caner-Medley 16, Brunner 15, Ganeto 13, Orsini ne, Wojcik 12, Martin 5, Confente ne, Gerbaudo. All.: Sacchetti. Note: parziali 25-26, 55-51, 79-82.

Con una scintillante prestazione, tutta sostanza in attacco sul modello dello scorso anno, l’ Upea batte la quotatissima Fortitudo Bologna e si aggiudica la finale per il terzo posto al prestigioso quadrangolare “Omr Garda Play the Game” a Riva del Garda.
Anche se il risultato in questo periodo conta poco, sicuramente fa morale vincere davanti ad una corazzata come l’Aquila che, seppur senza i lunghi Mancinelli e Cittadini in ritiro con la Nazionale per l’ultima partita di qualificazione agli Europei 2009, ha messo su un complesso di grandissima qualità anche se ancora si ispira, per logica di cose essendo all’inizio, alle individualità e non ha trovato la giusta chimica per giocare di squadra.
E se hanno brillato due dei nuovi, il play-guardia Jamont Gordon e il fuoriclasse Qyntel Woods (69 punti in due), ha “toppato” clamorosamente la stella Joseph Forte, spremuto da coach Sakota per quasi 40′ sul parquet ma ricavandone solo un canestro dal campo ed un mare di errori con diverse palle perse.
Dall’altra parte, il tecnico Sacchetti ancora una volta ha dovuto rinviare la seconda prova di Edney, ma sta trovando nel valido Binetti un rincalzo veramente all’altezza della situazione e completamente diverso da Fabi sia in termini di punti (anche ieri sera in doppia cifra) che nel gioco di squadra (4 assist, 19 di valutazione). Potrà essere il play già di Castelletto Ticino una delle possibili rivelazioni del campionato?
Sta di fatto che l’Upea ha avuto la meglio quando Diener è stato messo in condizione di colpire e la guardia ex Siena ha trovato, oltre al 23 punti realizzati (molti dei quali decisivi nel secondo tempo), anche 7 falli subìti e convertiti con un eccellente 12/13 dalla lunetta.
In attesa del rientro di Flamini e dell’integrazione dell’atteso Haanpaa, il settore degli esterni pone quindi come unico punto interrogativo solo la stabilità fisica di un campione come Edney, senza contare la costante crescita di Ganeto anch’egli in doppia cifra.
Sotto le plance, è uscito dalla panchina e ha lasciato il segno un ringalluzzito Adam Wojcik (12 punti, 5 rimbalzi, 2 palle recuperate) che si è alternato positivamente ai titolari Caner-Medley (tornato ai livelli di inizio stagione dopo la débacle di sabato contro Pesaro) e Brunner (gran primo tempo dell’ex lungo di Ostenda). Ha dato il suo contributo anche Martin (5 punti, 3 rimbalzi, molto lavoro sporco).
Insomma, con il rientro in cabina di regia del titolare, questa Upea potrà dire la sua nella corsa al principale obiettivo – che resta la salvezza – e magari andare anche un po’ oltre come già è accaduto nella scorsa, fantastica stagione.
La gara è stata spettacolare a tratti, con attacchi micidiali e difese spesso autentici “colabrodo”. Primo quarto equilibrato e chiuso con l’Upea avanti 25-26.
Poi super Woods trascinava la Fortitudo al sorpasso nell’ultimo minuto della seconda frazione e al riposo lungo i biancoblù erano avanti con il punteggio di 55-51.
Nel terzo quarto emergeva Caner-Medley, Diener mostrava continuità e si materializzava il controsorpasso dell’Orlandina (79-82).
Nell’ultima frazione, la Fortitudo cedeva sulle gambe e l’Orlandina aveva via libera in contropiede, con un irresistibile Diener fermato dai falli ma “chirurgico” dalla linea, e c’era pure l’allungo fino al +8 conclusivo (103-95).
Con il terzo posto al quadrangolare di Riva del Garda, l’Upea ha concluso le tre settimane di lavoro in Piemonte e oggi pomeriggio arriverà a Capo d’Orlando per riprendere la preparazione tra palestra e “PalaFantozzi” in attesa della prossima uscita, con la coppa “Cesare Lo Forte” a Messina in programma sabato 20 e domenica 21 settembre prossimi con il Besiktas, l’Air Avellino dell’ex Tamar Slay e la Enel Brindisi di coach Giovanni Perdichizzi.(g.l.)

Il borsino
Chi sale. I migliori di questo precampionato per l’Orlandina sono senz’altro Drake Diener e Nik Caner-Medley. La guardia di Fond du Lac è tornata in riva al Tirreno carica e determinata, risultando quasi sempre il miglior marcatore della squadra di coach Meo Sacchetti. L’ala ex Maryland ha sbagliato una sola partita, la semifinale di Riva del Garda contro Pesaro. Bene anche Brunner e il titolare per forza di cose Binetti.
Chi scende. Le condizioni fisiche di Edney costituiscono l’unica vera incognita di quest’Orlandina. Pesante anche l’infortunio di Simone Flamini, per il resto solo Ndoja sembra meno brillante rispetto alla scorsa stagione. E nel ruolo di ala piccola, con Flamini fuori e Haanpaa ancora impegnato con la sua Nazionale, le alternative a Caner-Medley non sembrano rassicuranti.

Categoria: Basket
 

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