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LA MANO bollente di Elder e la sagacia tattica di Luca Dalmonte, che da indimenticato ex a Ferrara (con cui vinse il titolo di allenatore dell’anno nel 2006) strappa applausi e vittoria, confezionano una domenica da dimenticare per la Carife, che precipita al penutimo posto in classifica assieme ad una Snaidero che espugna a sorpresa Avellino. Peggio di così, per i ragazzi di Valli, non poteva proprio andare. Così, il derby con la Virtus nel ‘Christmas Day” si tramuterà in una sfida tra due squadre in crisi. Per gli estensi il momento è delicato, perché se la consapevolezza che bisognerà soffrire fino all’ultima giornata per salvarsi non è mai mancata, è vero anche che partite come queste bisogna vincerle, come ha fatto ad esempio Biella sul proprio parquet, stritolando Treviso. Invece la partita si è messa ben presto nelle mani dei brianzoli, dopo un primo quarto con punteggi alti e molto spettacolare, chiuso sul 22-22. Ferrara come sempre si appoggia ad un Jamison difficile da controllare, così Dalmonte sceglie di raddoppiarlo. Il risultato sono più spazi per Apodaca, che segna dieci punti nei primi due tempi e finché lo sostiene la condizione fisica mostra il talento che tutti gli riconoscono. Sono solo fiammate però, non coadiuvate da un Collins ancora una volta deludente, che al tiro non la mette mai e non fa girare l’attacco, congelando il pallone spesso per venti secondi. Dalmonte ha le idee più chiare, le percentuali di tiro lo sostengono (7/9 da 3 Cantù all’intervallo) ed i punti di Gaines, Mazzarino e Tourè confezionano la prima fuga (35-47) ed il 42-52 con il quale si va all’intervallo. La convinzione durante la pausa è che, su questi punteggi, Ferrara non può portarla a casa.

COSI’ NEL terzo parziale, guidati da un monumentale Nnamaka in attacco e in difesa, i bianconeri mostrano perché erano, fino alle 18,15 di ieri, la quarta difesa del campionato. Aggressività ed intensità alle stelle, qualche canestro ‘di rapina’ di Apodaca e due bombe di Nnamaka riaprono la contesa, con Jamison che sotto canestro spadroneggia. Cantù sporca un po’ le sue percentuali ed i giovani Gaines e Rich calano, così il quarto parziale inizia sul punto a punto. Collins non trova il canestro. Valli lo cambia ed affida la regia a Farabello, abilissimo ad imbeccare Ebi. Il nigeriano segnerà 28 punti con tante schiacciate ed intimidazione, davvero dominante al cospetto di Pinkney. A quattro minuti dalla sirena, sul 72-73, è quasi aggancio, ma qui escono la classe e talento di B.J. Elder. L’ex biellese piazza un paio di canestri senza pensarci, in uscita dal blocco, ed il francese Tourè in contropiede fa il resto: in un amen ecco il 7-0 che non ti aspetti, per il 72-80. Gara finita? No, perché Ferrara trova punti ancora da Ebi e l’Ngc sul pressing fa infuriare Dalmonte perdendo palloni banali. L’ultimo, sull’88-91 a 22 secondi dalla fine, consegna a Collins due punti in lunetta per il 90-91 a 12 secondi dal termine. Mazzarino fa 2/2 dalla lunetta, Collins lo imita, e si arriva al 92-93 a 4 secondi. Gaines fallisce un libero, ma in quattro secondi Apodaca non fa in tempo a tirare e la festa è tutta per Cantù.

Categoria: Calcio
 

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