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Se le vittorie interne contro Rieti, Treviso e Ferrara hanno fatto sorridere la Fortitudo (anche se il bel gioco si è visto praticamente solo nel 2° tempo contro la Benetton), è fuori di dubbio che stasera al Paladozza tirerà un’aria decisamente diversa. Sottolineare le differenze tecniche e di organico tra il Pamesa Valencia e Rieti o Ferrara è, oltre che superfluo, parecchio indelicato, ma anche rispetto a Treviso i valenciani appaiono di livello decisamente superiore. Ma, ed è qui il punto, sulla carta anche rispetto alla Fortitudo stessa il Pamesa apparirebbe di un’altro pianeta. Spahija (coach più volte accostato alla F scudata da radio mercato negli scorsi anni) ha a disposizione una squadra di tutto rispetto, forse non ancora al 100% (ha appena cambiato tanto, allenatore in primis), ma già più che temibile: ed è fuori di dubbio che l’attuale Fortitudo sia ben lontana da quel rullo schiacciasassi che si era ipotizzato la scorsa estate, quando in società si parlava apertamente di primi 4 posti in campionato e di fasi finali dell’Eurocup. Ora quelle manifestazioni d’ottimismo appaiono abbastanza lontane: ma è ugualmente vero che la patente da squadra grande la F scudata dovrà sudarsela proprio contro le grandi. E non è che il calendario abbia lesinato queste occasioni: stasera il Valencia, deputata a vincere non solo il girone ma l’intera competizione europea, poi domenica il derby con la Virtus. Se l’Aquila vuole davvero tornare tra le grandi, da qui si deve cominciare.

Categoria: Basket
 

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