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IL SALTO della panchina, a BasketCity, non è una novità. Prima di Boniciolli — una finale scudetto conquistata con la Fortitudo nel 2002 — ci sono stati Mauro Di Vincenzo e Alberto Bucci e, poi, Valerio Bianchini e Stefano Pillastrini. Boniciolli, però, non può non far parte della storia della Città dei Canestri per le modalità di un esonero consumato all’indomani di un derby. E’ il 16 novembre 2002: la Fortitudo ha preso Pozzecco, la Virtus ha reciso il cordone ombelicale con Ettore Messina per affidarsi a Tanjevic. La stracittadina si gioca al PalaDozza, in piazza Azzarita. Ci arrivano due squadre bruttine ma la Virtus, una volta tanto, può contare su Ruslan Avleev, il russo dalla faccia truce che avrebbe dovuto essere il Charles Barkiey degli Urali. La Virtus non bella comanda. Fino all’ultimo quarto: Tanjevic mette a sedere Avleev, Boniciolli si affida alla coppia Pozzecco-Van den Spiegel. Vince la Fortitudo con Pozzecco che, in barba a Tanjevic, si presenta in sala stampa con un sigaro in bocca. Boniciolli festeggia ma di lì a poche ore si consuma il suodestino. In Braseria, davanti a un piatto di tortellini al ragù, Zoran Savie gli comunica l’esonero. Si chiude anzitempo l’avventura di Matteo che, solo dopo alcuni giorni — in pole position c’erano Zmago Sagadin e lo stesso Dragan Sakota — sarà avvicendato da Jasmin Repesa. E Boniciolli? Osannato comunque dal pubblico bianconero — «come avversario vero» — potrebbe prendere in corsa la Virtus nel 2003, proprio nella prima stagione di Sabatini in Legadue. Ora le due strade, quella della Virtus e quella di Matteo Boniciolli, si incroceranno davvero.

Categoria: Basket
 

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