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“So soltanto che nella vita, come nello sport, nel calcio e in qualsiasi professione, inizialmente non si può godere della fiducia totale da parte di tutti. Io sono nato nel Bologna e in questa tifoseria, con la quale mi identifico al cento per cento, in particolare con quei tifosi che desiderano raggiungere i risultati. Tant’è vero che l’accordo che ho con la società è fino a giugno: non voglio essere di peso a nessuno e voglio essere apprezzato per quello che faccio”. Poi a proposito dell’avventura iniziata nel pomeriggio: “Trovo molto bello iniziare questa avventura nella città mia e dei miei figli. Per anni è stato speso spesso accostato il mio nome alla panchina del Bologna ma onestamente non ci speravo più: questa chiamata è stata un fulmine a ciel sereno, una cosa inaspettata e di grande importanza per me. Il Bologna è la società che mi ha visto nascere, crescere e anche morire come giocatore, poi ho avuto la forza di rialzarmi. So che questa è una piazza che si aspetta sempre molto dalla propria squadra e la responsabilità che mi sono presa è importante; forte di questa voglia che ho di fare qualcosa di importante per la mia città, credo e spero di raggiungere l’obiettivo della salvezza”.

Categoria: Calcio
 

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