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è stato presentato oggi al centro tecnico “N. Galli” il nuovo acquisto Cesar,
“Sto bene, in questi mesi mi sono sempre allenato, anche se non avevo una squadra; tra l’altro, ho fatto una preparazione personale proprio assieme a Bovenzi, il preparatore atletico che avevo all’Inter e che ora è qui a Bologna: lui mi conosce da sei anni, sa ciò che posso o non posso fare. L’unica cosa che mi manca è ritmo di gara, che si acquisisce solo quando scendi in campo: grazie a questa opportunità che mi ha dato il Bologna, lo potrò fare”.

L’ultima partita che hai giocato in campionato è stata quella che ha dato lo scudetto all’Inter, ma qui c’è da giocare per la salvezza.
“Io cerco sempre di vedere le cose nel miglior modo possibile: questa è un’altra realtà, ma sono tutte situazioni che ti fanno crescere. Ho voglia di mettermi in discussione e a disposizione della società in cui sono oggi, che mi dà la possibilità di tornare in campo e giocare: lo farò con la determinazione e il sacrificio che mi hanno sempre contraddistinto”.

Qual è la posizione in campo nella quale dai il meglio?
“Sulla fascia sinistra, sia in difesa che a centrocampo: è qui che, nel calcio italiano, ho potuto mostrare le mie caratteristiche. L’anno scorso ho giocato anche sulla destra, terzino o esterno alto: ruoli che mai avrei pensato di coprire, ma stavo così bene che sono riuscito ad esprimermi sempre bene. All’Inter mi sono sempre allenato con professionalità e disponibilità, poi quando ho avuto l’occasione di scendere in campo sono riuscito a dare il massimo e, finché sono stato bene, ho sempre giocato. Le cose migliori mi sono riuscite sul lato sinistro ma questo non fa differenza per me: l’importante oggi è mettermi a disposizione, sono un giocatore in più che con entusiasmo viene a cercare di dare il suo contributo al Bologna”.

Cosa ti ha detto Mihajlovic?
“Con lui c’è poco da parlare! Mi ha detto: “sai quello che penso di te e la stima che ho nei tuoi confronti”. Sicuramente sono qui anche per questo. Il nostro è un rapporto tranquillo, diretto, fin da quando giocavamo assieme alla Lazio: c’è stima e rispetto, sa quello che posso dare, conosce le mie caratteristiche, sa come sfruttarmi al meglio, caratterialmente, fisicamente e tatticamente. Ora sta a me lavorare tanto per essere all’altezza di quello che mi chiede”.

Che idea ti sei fatto del Bologna?
“La squadra è in una situazione non favorevole, ma mi è rimasta impressa la prima partita, quella vinta a San Siro sul Milan: una bellissima gara, in cui tutti si sono messi a disposizione dell’allenatore e si sono espressi molto bene, lì si è vista la forza e le potenzialità del Bologna, indipendentemente dal risultato. È una questione di testa, evidentemente, se poi non sempre sono arrivate altre prestazioni di quel tipo. E c’è anche da dire che il calendario non è stato facilissimo: il Bologna ha affrontato tutte le squadre che oggi sono nella parte alta della classifica. Ma è inutile guardare gli altri: pensiamo a noi stessi e a fare del nostro meglio per uscire da questa situazione”.

Perché un giocatore bravo come te, e fresco di scudetto, si è ritrovato senza squadra?
“Sono cose che capitano nel calcio, purtroppo: ci sono persone che comandano e in qualche modo ti condizionano. Solo quattro mesi fa esultavo per essere diventato campione d’Italia, poi poco dopo mi sono ritrovato fuori: è un fatto anomalo. È vero che non c’è più Mancini alla guida dell’Inter, ma mi erano state fatte promesse che poi non sono state mantenute: sono il primo ad esserne rimasto sorpreso. Se l’avessi saputo prima mi sarei organizzato diversamente, ma sapendo di restare all’Inter non mi sono messo a cercare altrove; mi sono sbagliato a credere a quelle parole: d’ora in avanti non commetterò più questo sbaglio. Ma ora, grazie al Bologna, ho di nuovo l’opportunità di giocare in una squadra di Serie A, quindi è inutile guardarsi indietro: quel che è successo è successo, ringrazio questa società per avermi concesso di tornare a giocare, divertirmi e dimostrare il mio valore”.

Categoria: Calcio
 

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