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E’ Langford, meno sciamannato e più signore, ad alzare solo un dito indicando i suoi compagni la via, senza avvinghiarsi ad omacci sudati, è lui l’eroe eponimo di questa Avellino-Virtus durata una settimana di comunicati. Lui e Boykins conducono alla vittoria, tengono per mano la squadra e si godono dentro il Pala Del Mauro il loro trionfo. A Boniciolli, basta mezza Virtus, o poco più, per sbancarlo: il reintegrato Matteo ci ha messo molto del suo, riavendo intanto una squadra che magari sbanda e fa porcherie, però non molla, scanchera, replica, si rialza, e se la vince tre volte, questa partita irpina che poteva essere una trappola. Servirà, così, quasi di più: ci sono certezze, uscendo da trappole mortali, che pesano più dei punti in classifica. In un palss stipato, tutto al più ironico verso Boniciolli ma sempre corretto, La Fortezza passa con caparbietà. Vince una truppa, tornata incosciente e ruggente. Perde Avellino, e perde, dentro la partita, una lunga scia di penne di pavone: è dura salvarne qualcuno, anche se il confine tra inferno e paradiso è un velo. Ma Slay ruggisce tardi e stecca di brutto sui palloni decisivi, il pur leonino Warren tira strabico, di Porta e Tusek non se ne fa uno. L’’impresa ha grumi forti di racconto e intanto, riavvolto il dvd, si può dir subito che a fine primo tempo, sul 32-29 per Avellino, Bologna è dove voleva essere: attaccata alla partita, senza esservi aggrappata. In avvio la truppa biancoverde gioca meglio in attacco che in difesa ma poi, quando s’ è messa a posto dietro, è tornata dentro con energia. Spremere un cesto insomma non è un gran problema, difendere il proprio di più. Nel primo tempo Avellino sale al top quando Slay fa lo Slay ma Boniciolli trova presto un antidoto sorprendente: le lunghe leve di Langford servono a stoppare, ma anche solo a deviare i raid nemici sotto la proprio porta ed è bello, oltrechè simbolico, che il lungo sigli il sorpasso il 20-22 del 15°. Il terzo quarto è ancora di Langford che corre, segna da tre e vola in contropiede, gonfiando con 6 punti il +5 con cui la Fortezza inizia a carezzare il suo blitz. Avellino capisce che può finir male e l’ultimo periodo torna suo, rendendo un mini 4-0 che pare un verdetto. L’avversaria, a -2 , pare arresa, ma ancora Boykins le dà vento nelle vele col colpo del ko del solito Keith. Basta perchè stasera Bologna non avrebbe mollato mai. La vita continua, la corsa al secondo posto pure pure e poiché lassù, tranne Siena, fanno a chi fa peggio, a nessuna provvidenza vanno messi limiti.

Categoria: Calcio
 

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