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«Sarei felicissimo se Marco Carra restasse con noi: sarebbe il valore aggiunto di una squadra su cui ho buone aspettative». La speranza arriva dal presidente Stefano Landi che esprime anche un altro desiderio: un nuovo palasport. «Le risorse si troverebbero. Basta volerlo».
La Trenkwalder ha già assunto il proprio volto definitivo. Cosa giudica la campagna acquisti?
«E’ andata bene, sono soddisfatto. Di sicuro c’è che la squadra più che piacere a me deve piacere all’allenatore. Abbiamo puntato sui giocatori scelti dal tecnico Marcelletti: tutte prime scelte».
Che aspettative nutre su questo gruppo per il prossimo campionato di Legadue?
«Come lo scorso anno, l’obiettivo minimo sono i play off. Penso che questa squadra abbia tutte le caratteristiche per disputare una regular season al vertice e di dire la sua ai play off».
Tormentone estivo è stato il possibile addio del giovane talento Nicolò Melli. Il club ha mai avuto la reale intenzione di cederlo?
«All’interno del club non c’è mai stato un “caso Melli“. Certo, parlando di un giocatore giovane e parecchio promettente è scontato che società anche stranieri si mostrinointeressate, ma non è mai stato realmente sul mercato».
Nessuna trattativa, quindi?
«Nessuna. Su di lui alcuni club hanno solo preso informazioni. Lo scorso anno, Nicolò ha firmato un contratto di durata quinquennale, che prevede che per i primi tre anni il giocatore non possa uscire da Reggio. Poi, quando un giovane è così interessante e le richieste non mancano, è chiaro che queste si valutino con attenzione ma la nostra idea, sin dalla fine della scorsa stagione, è stata quella di dargli grandi spazi in campo».
Nicolò Melli è solo l’ultimo di una lunga serie di giovani che la società ha deciso di lanciare. Come intendete proseguire su questa linea?
«Puntare sui giovani è una caratteristica che ci contraddistingue da sempre. Molti meriti, negli ultimi anni, vanno anche ad Andrea Menozzi, responsabile del nostro settore giovanile, che compie un eccellente lavoro di ricerca prima e in palestra poi. Quest’anno abbiamo scelto di puntare più sulla qualità che non sulla quantità dei talenti da arruolare. Ospiteremo qualche giovane in meno, rispetto al passato, ma non per questo fermeremo la ricerca».
Tornando alla prima squadra, con un discreto coup de teatre avete ingaggiato quale nuovo regista titolare Robert Fultz, mettendo di fatto sul mercato Marco Carra. Come mai?
«Premetto che nessuno in società e tantomeno l’allenatore ha mai giurato a nessuno: “Tu sarai titolare”. Forse il discorso può forse valere soltanto per i due giocatori extracomunitari, ma anche loro dovranno guadagnarsi il quintetto. Detto questo, voglio sottolineare come Carra sia un valore aggiunto in questa squadra e non certo un giocatore di cui vogliamo disfarci. Alla fine io spero che Marco resti con noi. E il mio è un discorso condiviso al 100% in società. Non dimentichiamo che stiamo parlando di un ragazzo reggiano, legato al club da un contratto e con cui i rapporti sono sempre stati ottimi».
Le solite malelinque parlano però di screzi passati fra il regista e il tecnico Franco Marcelletti…
«Stiamo parlando di due seri professionisti, il cui comune interesse è fare bene. Sono convinto che troveremo la soluzione migliore per tutti e posso garantire che se Carra resterà con noi ne sareifelicissimo. Se resterà a Reggio ci divertiremo tutti: noi, lui e i tifosi».
Con o senza Carra, il campionato si preannuncia difficile. Chi, fra le avversarie, teme di più?
«Scorrendo i roster delle formazioni che disputeranno la Legadue, mi pare di capire come il livello sia superiore a quello dello scorso campionato. Un gradino sopra le altre a oggi vedo Venezia, Casale Monferrato e la Vanoli Soresina. Pericolosa si rivelerà sicuramente anche Varese, nobile decaduta che immagino avrà una gran fretta di tornare in serie A».
Fra una ventina di giorni scatterà la campagna abbonamenti. Che aspettative ha?
«Non ho mai tenuto conto delle statistiche. All’abbonamento in più o in meno rispetto all’anno precedente. Sono tranquillo perché so che il basket, a Reggio, può contare su uno zoccolo duro di appassionati che non abbandonerà la squadra. Spero di vedere un team che sappia far divertire i tifosi, così da avere sempre il palasport pieno».
Il palasport resta una spina nel fianco del club…
«E’ proprio così. Il nostro è ormai l’ultimissimo impianto sportivo in Italia e continuo a sperare che si parta al più presto con la realizzazione del nuovo impianto, utile non solo al basket ma a tutti gli sport indoor e per l’organizzazione di eventi di vario tipo».
Sinora le vostre richieste sono cadute nel vuoto. Come spiega la sordità delle istituzioni?
«Priorità diverse. La necessità di un palaeventi-palasport non è mai stata sentita come impellente. E, secondo me, questo è un grave errore. Non credo sia una questione di risorse, perché volendo queste si trovano. Non sono d’accordo con la scelta di continuare ad accantonare quella che, per tanti e non solo per noi, resta un’esigenza».
Ha in programma incontri con gli amministratori?
«Non ricordo l’ultima volta che ho parlato del nuovo impianto con il sindaco Delrio o l’assessore Catellani. Ma questo, in un’ultima analisi, conta poco. L’importante è che si inizi a lavorare per l’allestimento dell’impianto».
Qualche altro rammarico?
«Mi piacerebbe che qualche imprenditore reggiano si facesse avanti per affiancarci nel club. Dopo tanti anni il peso economicocomincia a farsi sentire e noi abbiamo sempre sperato di avere altre forze al nostro fianco. Anche perché con risorse in più, potremmo anche ambire a qualcosa in più».

Categoria: Basket
 

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