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BOLOGNA voleva una vittoria per scacciare i mugugni dei portici bolognesi e le relative dispute filosofiche sui cambi di ruolo di alcuni giocatori operati da Boniciolli che non piacciono ai tifosi e al patron Sabatini. Il coach lo sapeva e, dopo avere chiamato a rapporto la sua Virtus crollata a Biella, ottiene il successo su Milano ritrovando l’asse play-pivot. Boykins e Ford, il primo con un grande inizio (sono tutti suoi i primi 8 punti bianconeri) e il secondo con una preziosa doppia-doppia, lanciano i due break de La Fortezza (33-14 al 14′, 53-36 al 25′) che fanno partita mentre l’Olimpia prova a rientrare coi mezzi che ha ma non c’è energia sufficiente perché le tossine del trionfo di Eurolega con l’Olympiacos vengono tutte a galla. Coach Bucchi prova a sorprendere la Virtus rilanciando, 30 anni dopo i fasti del trio Peterson-D’Antoni-Kupec, la Banda Bassotti alla milanese. La rinuncia a Sow, sacrificato sull’altare del turnover degli extracomunitari, per il debutto di un buon Price, abbassa tutti i quintetti che hanno l’obbligo di essere pericolosi sul perimetro. Ma Thomas (poi uscito per una contusione all’anca), Hawkins (che segna solo nella ripresa) e Hall (tragico col suo 0/9) spianano facilmente coi loro errori il primo allungo interno (18-5). Sepolto sotto un -19 (33-14) dai balzi di Ford e dagli acuti del rientrante Langford, l’allenatore dell’AJ cerca una reazione usando la zona. Una 2-3 molto fisica che per 25′ frena la corsa di Bologna, reggendo bene a rimbalzo, ma non è sufficiente per completare la rimonta, stoppata sul -7 (56-49) di Rocca da due liberi di Terry, l’esordiente virtussino, e dalla tripla chirurgica dell’ex Vukcevic. Anche Boniciolli chiama la difesa schierata per azzerare il risveglio di Hawkins, ma la differenza esce sostanzialmente dalla qualità dei tiri. La Virtus infatti, pur faticando, ha il merito di infilare tre triple pesantissime con Righetti, il redivivo Blizzard e l’eterno Vukcevic che respingono sempre i tentativi di recupero degli ospiti: l’8/19 da tre dimostra controllo e non abuso del tiro pesante. Passata ‘a nuttata della crisi, l’allenatore triestino premia i suoi: «Quando l’atteggiamento dei giocatori consente al coach di fare al meglio il proprio mestiere, tutto diventa più semplice. Abbiamo tenuto Milano che aveva piegato uno squadrone come l’Olvmpiakos a 60 punti, inserito Terry che ci aiuterà molto in futuro e recuperato, grazie ai medici, Langford che sembrava uno straccio. Vogando tutti nella stessa direzione siamo usciti dalla crisi. Bravo Boykins, ha giocato una gara molto matura». Amaro ma non deluso Bucchi: «La fatica della gara di giovedì si è fatta sentire. Abbiamo sbagliato tiri aperti, ma la squadra ha lottato sempre. L’esclusione di Sow non è l’assetto definitivo. Sto sperimentando».

Categoria: Calcio
 

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